Generazione No Future a via Ripetta

Roma. Storico Liceo Artistico di Via Ripetta, quello accanto all’Accademia di Belle Arti.
In una scuola che sembra un acquario, si muovono da protagoniste o comparse i Professori (l’Orata, Nasello, la preside Squalo con le loro paure e le loro attese) e gli Alunni tra equazioni che non tornano mai, sabato pomeriggio da riempire, scorazzate in motorino, belle bevute, griffe sui pantaloni e il calcio. “Cinque anni, cinquemilaseicentoventisei ore di disegno senza mai disegnare” perché gli strumenti sono chiusi nello scantinato.
Questo è Via Ripetta, 218. Liceali acidi (Giulio Perrone, pp. 144, € 10), primo romanzo di Silvia Pingitore, giovanissima autrice (classe 1984), già vincitrice con un racconto del Premio Moravia. Un ritratto impietoso e una critica aspra del mondo della scuola e dell’Italia di questi anni, ferma e confusa, sempre più incapace di regalare ai propri giovani non solo un futuro ma anche il sogno di immaginarlo.