In cerca di un altrove

altrove
Nella vita di una persona può accadere che ad un certo momento, magari inconsapevolmente e senza eventi drammatici scatenanti, si senta il bisogno di allontanarsi dalla propria quotidianità, da ciò che si è. Non importa come, non importa dove: c’è sempre un “altrove” dove sembra possibile uscire dalla propria pelle, dai limiti e dalle frustrazioni del proprio ruolo nel mondo.
Così accade ai due amici, Marco e Andrea, protagonisti del romanzo Altrove (Guida, pp. 232, € 11) di Mauro Lorenzini, che inseguono ciascuno le proprie illusioni: l’amore di una donna l’uno, il bisogno di vincere la noia l’altro. Il tutto sullo sfondo di una magnifica, solare e mediterranea Sicilia.

L’amore e la vendetta ai tempi di Federico di Svevia

stupore del mondo
Con il suo ultimo romanzo, Lo stupore del mondo (Mondadori, pp. 393, € 19), l’affascinante scrittrice, giornalista e conduttrice televisiva Cinzia Tani ci conduce in un intreccio di passioni e gelosie, amori e vendette ambientati all’epoca del grande Federico II di Svevia, lo stupor mundi come lo definirono già i suoi contemporanei.

Il libro narra le vicende di due gemelli, Pietro e Matteo, diversi nel fisico e nel carattere, accomunati dal desiderio di diventare cavalieri. Le loro strade incroceranno quelle della bella Flora e del suo amato e sfuggente Rashid. A muovere tutto, il deus ex machina Federico II impegnato nella sua guerra contro il papa e i Comuni.

Nostalgici rimpianti di Sicilia

tea ranno
Il romanzo In una lingua che non so più dire (Edizioni e/o, pp.223, € 17), della scrittrice siracusana Tea Ranno, che da diversi anni vive e lavora a Roma, è una storia sulla Sicilia, sulle scelte giovanili che spesso si rivelano sbagliate, sui rimpianti e la nostalgia che si provano da adulti. Sullo sfondo il periodo degli anni di piombo e delle stragi.

Andrea, magistrato sessantenne, da quarantadue anni vive a Milano, dove si é costruito una solida vita borghese. E’ partito dalla Sicilia per studiare e non vi ha fatto più ritorno. C’è però come un rimpianto dentro di lui, un’assenza che talvolta assume le fattezze di Teresa, la ragazza della quale si era innamorato poco prima di partire e alla quale non si è mai rivelato. Durante gli anni milanesi ha spesso pensato a lei immaginandole una vita più o meno simile alla sua: laurea, matrimonio, figli. Intanto il mondo che Andrea ha abbandonato da ragazzo continua a chiamarlo: con la voce di Teresa e quella del nonno, con il lamento lungo del venditore di sale, i richiami dei pescatori, le filastrocche dei ragazzi, le parole delle donne di casa. Voci che emergono dai recessi del ricordo e si fanno rimpianto, nostalgia, bisogno imprescindibile di tornare.

Il sarcofago dell’Imperatore

Sarcofago imperatore
Dopo anni dedicati alla storia della Sicilia antica e medioevale, l’archeologo Matteo Valentino ha condensato le sue ricerche e suggestioni anche nell’interessante romanzo Il sarcofago dell’Imperatore (La Zisa, pp. 128, € 10).
L’apertura di una tomba porta sempre curiosità e incertezze. Cosa ci sarà dentro? Chi vi è sepolto? Questi sono gli interrogativi che conducono due studiosi, incaricati di aprire il sarcofago di Federico II di Svevia a Palermo, a rivolgersi ad uno storico medievista locale, il professore Di Matteo alla ricerca di risposte. Di chi sono i tre corpi dentro il sarcofago? Federico II, Pietro II d’Aragona, il duca di Atene o Sara de’ Galbi? Chi? E poi chi era veramente Federico II. Da queste domande nasce un racconto che coinvolge ottocento anni di storia, da Federico II ai giorni nostri, attraversando qualche giallo storico, una morte di malattia che si trasforma in omicidio premeditato, la scomparsa di un piede della salma di Federico II, collegata con l’arrivo di truppe di SS dentro la cattedrale. Ma soprattutto Federico II l’imperatore, visto prima da bambino, poi da uomo adulto, innamorato dell’ennesima donna, Sara, a cui rivolge gli ultimi pensieri prima di morire. Egli sta sullo sfondo di tutto il romanzo, anche se non sempre è il personaggio principale, aleggia in ogni capitolo anche quando non è nominato. Il cardine su cui gira tutta la storia è, però, il sarcofago in porfido dell’imperatore, il muto protagonista.

Siracusa dei misteri

Siracusaraccolta
La raccolta di racconti Siracusa, geografie del mistero (Giulio Perrone Editore, pp. 150, € 15) curata da Luigi La Rosa, scrittore messinese di stanza a Roma, è il terzo volume di una collana che vuole raccontare le inquietudini noir di varie città italiane.
Alle raccolte ambientate a Roma e a Catania, e ora a Siracusa, seguiranno quelle dedicate ad altre città della penisola.
I racconti siracusani sono stati scritti tutti da donne. Si tratta delle autrici Simona Lo Iacono, Maria Lucia Riccioli, Silvana Scrofani, Nunzia Loligato, Antonella Manca, Manuela Di Bella, Laura Ricciardi, Maddalena Mangano, Francesca Giuffré, Michela Firenze.

Un fumetto in ricordo di Peppino Impastato

Peppino Impastato
La vicenda umana e l’impegno politico del giovane Peppino Impastato ucciso a soli 30 anni dalla mafia nel 1978, è stata raccontata nel fim I cento passi di Marco Tullio Giordana.

Due giovani autori siciliani, lo sceneggiatore Marco Rizzo e l’artista messinese Lelio Bonaccorso, per continuare a tenere viva la memoria di “Peppino”, simbolo della lotta contro la mafia e di coraggioso impegno civile, hanno invece scelto uno strumento nuovo: il fumetto.
Sulla base di un solido lavoro di documentazione che parte dalla visione del film “I cento passi” per arrivare alle testimonianze dirette dei compagni di “Peppino” – il fratello Giovanni Impastato, Salvo Vitale ed altri -, all’ascolto delle registrazioni di Radio Aut, agli innumerevoli altri materiali conservati nella Casa della Memoria di Cinisi.

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