La forza e il coraggio di una madre

la_madreAmbientato durante la , il romanzo La madre (Agra, pp. 190, € 12), dello scrittore e poeta romano Mauro Milesi è un romanzo della memoria, della memoria collettiva di questo nostro Paese.
La Aquilani che vive ad Ostia, sul litorale romano, si trova costretta, per un decreto tedesco, a trovare rifugio a Genova nella casa dell’anziana madre della protagonista, Parisa. Nonostante la fame, le persecuzioni, le bombe, le perdite umane, mamma Parisa e i suoi sette figli troveranno il coraggio e la forza per affrontare e superare nella vita quotidiana le conseguenze della . Una drammatica esperienza che servirà a prendere lentamente coscienza della necessità di costruire un altro Paese, anche combattendo. Coscienza che porterà il figlio 15enne a scegliere la lotta partigiana.

Il suo primo americano, gli Usa in guerra ed un amore impossibile

I protagonisti di questa delicata storia d’amore sono due: lei si chiama Ilka Weissnix ed è una ragazza ebrea che ha abbandonato l’Europa di e ha cercato scampo e fortuna negli Stati Uniti; lui invece è Carter Bayoux, un professore afroamericano, che cerca nell’alcool rifugio e sostegno dalle proprie pene. Due mondi diversi, due universi paralleli che sembrerebbe destinati a correre su binari paralleli e a non incontrarsi mai, soprattutto nell’America razzista degli anni ‘40. Ed invece il destino non solo li fa incontrare ed innamorare, ma li rende uno l’anima dell’altra. Delicata ed incantevole….oltre tutte le vicende del mondo.

Non vi lascerò orfani di Daria Bignardi

Questo libro che cita la morte, racconta con dolcezza e leggerezza della vita. E ci dice che è sempre meglio dare che non dare, anche quando si corre il rischio di sbagliare. Perché in una l’unica cosa che fa davvero male è l’assenza, quando invece il caos e il delle esperienze condivise rafforzano le nostre radici e la nostra identità.Il tutto attraverso il lessico famigliare, quel codice privato di parole e modi di dire che rende ogni unica, Non vi lascerò orfani racconta come può essere intensa una vita anche quando è segnata dall’ansia e dall’insicurezza.
La morte è quella di Giannarosa, la madre irruente e apprensiva: è lei l’insuperabile latinista che nel 1944, sotto i bombardamenti, incontra il giovane Ludovico. Tra loro è subito furentismo, un entusiasmo amoroso travolgente. Vico è del 1914: un uomo d’altri tempi che ama andare a caccia e fare il galante con le signore. Ed è innamorato delle due figlie femmine: la più piccola, Daria, e la maggiore Donatella, complici e sempre alleate. Non manca nemmeno Micione, il fratello- gatto, che dorme sul televisore e sul più bello lascia cadere la coda davanti allo schermo, suscitando cori di proteste da parte della .
scava nella memoria della propria : i nonni repubblicani, i parenti , lo zio santo, la casa di Castel San Pietro senza acqua calda, e ancora Ferrara, Bologna, Cingoli. Tutto – persone e luoghi – hanno lasciato qualcosa. La della pianura padana, Jesus Christ Superstar, Contadin Fortunato, lo scheletro del soldato tedesco in cantina, il gatto Alonzo, i fantasmi che alzano i materassi, l’occupazione della e l’antenato Corrado Govoni.  Tutto è storia individuale, che diventa quella di una , e infine di un’epoca.
Ma ogni cosa gira intorno al rapporto complicato tra madre e figlia, che – come spesso accade – è fatto di trasporto e identificazione ma anche di bisogno di separarsi, di quella necessità di scrivere il proprio destino che spesso sta alla base dei conflitti.