Terra degli uomini

Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944), oltre allo straordinario Il piccolo principe, ha scritto anche belle opere dedicate all’aviazione e al volo. Fu infatti anche pilota sia civile che militare.
“Terra degli uomini” (Mursia, pp. 190, € 13,43), pubblicato per la prima volta nel 1939, fu scritto proprio durante i lunghi mesi di convalescenza seguiti a un grave incidente aereo. È un libro di memorie in cui le vicende personali si intrecciano a quelle di coloro che videro l’alba dell’aviazione, aprendo e tracciando nuove rotte al sogno di Icaro. Nella prima parte del libro è dominante l’orgoglio e la fierezza di appartenere alla stirpe degli eroi, dei piloti, di coloro che toccano le nuvole e negoziano da pari a pari con “le tre divinità primordiali, l’uragano, la montagna, l’oceano. Poi la narrazione conduce il lettore in una dimensione spazio temporale sospesa, nella quale prevale l’aspetto visionario dell’autore. Straordinarie in tal senso le pagine dedicate ai paesaggi innevati dei Pirenei o delle Ande, alle sabbie d’oro del Sahara, con i suoi miraggi, la terribile sete che fa delirare, le tribù di nomadi, i beduini dai veli turchini che lasciano scoperti solamente gli occhi. Deserto che è anche luogo iniziatico di conoscenza, dove è possibile cercare “la propria verità nelle stelle”.


