Terra degli uomini

terra degli uomini
Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944), oltre allo straordinario Il piccolo principe, ha scritto anche belle opere dedicate all’aviazione e al volo. Fu infatti anche pilota sia civile che militare.
“Terra degli uomini” (Mursia, pp. 190, € 13,43), pubblicato per la prima volta nel 1939, fu scritto proprio durante i lunghi mesi di convalescenza seguiti a un grave incidente aereo. È un libro di memorie in cui le vicende personali si intrecciano a quelle di coloro che videro l’alba dell’aviazione, aprendo e tracciando nuove rotte al sogno di Icaro. Nella prima parte del libro è dominante l’orgoglio e la fierezza di appartenere alla stirpe degli eroi, dei piloti, di coloro che toccano le nuvole e negoziano da pari a pari con “le tre divinità primordiali, l’uragano, la montagna, l’oceano. Poi la narrazione conduce il lettore in una dimensione spazio temporale sospesa, nella quale prevale l’aspetto visionario dell’autore. Straordinarie in tal senso le pagine dedicate ai paesaggi innevati dei Pirenei o delle Ande, alle sabbie d’oro del Sahara, con i suoi miraggi, la terribile sete che fa delirare, le tribù di nomadi, i beduini dai veli turchini che lasciano scoperti solamente gli occhi. Deserto che è anche luogo iniziatico di conoscenza, dove è possibile cercare “la propria verità nelle stelle”.

I libri, archivio di memoria collettiva

Umberto eco
Nonostante i passi da gigante della tecnologia e la diffusione dei computer, i libri continuano a sopravvivere.
Il semiologo Umberto Eco e lo sceneggiatore Jean-Claude Carrière, in una colta e approfondita conversazione, nel libro Non sperate di liberarvi dei libri (Bompiani, pp. 271, € 18,00) sostengono che questa sopravvivenza ha a che fare col concetto di permanenza e di durevolezza della memoria, che è veicolata dai libri, e che, come concetto collettivo, rappresenta la cultura.
La memoria filtra le informazioni utili e cancella dal nostro cervello tutto il superfluo, mentre le biblioteche e gli archivi inglobano tutto ciò che non può essere memorizzato e tramandato a voce. Una delle funzioni principali del libro è proprio quella di immagazzinare e preservare le informazioni che in questo momento non ci sembrano utili, ma che potrebbero interessarci in futuro.
Il segreto dell’immortalità del libro è proprio questa sua profonda capacità di sopravvivere alle maglie della memoria e ai sedimenti del tempo.

La cattedrale del futuro

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La crisi economica e sociale che stiamo vivendo è figlia del “presentismo”, di quella tendenza cioè a sacrificare all’utilità del momento ogni investimento nel futuro. Bisognerebbe ritrovare invece l’ambizione di realizzare progetti solidi e duraturi, come erano le cattedrali di un tempo.
Queste le idee e l’auspicio espressi da Enrico Letta nel libro Costruire una cattedrale. Perché l’Italia deve tornare a pensare in grande (Mondadori, pp. 122, € 16,50).
Un saggio che è una riflessione sul futuro del Paese e del Partito Democratico. La cattedrale come metafora di una comunità che accetta la sfida di contribuire, lavorando sodo e insieme, a un grande progetto condiviso e proiettato al futuro.
E per il Partito democratico quali le prospettive? Enrico Letta non ha dubbi. “Se rimane così com’è è condannato alla sconfitta. Occorre andare oltre questo Pd e anche oltre l’alleanza con Casini. Uscire dalla riserva indiana dei perdenti e cambiare il sistema”.

Vivere l’eros senza sensi di colpa

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Ancora una volta con il saggio Il sesso è amore (Mondadori, pp. 128, € 16,50) il noto psichiatra e psicoterapeuta Raffaelle Morelli prende in contropiede la nostra morale e il nostro pensare comune.
L’eros, spiega Morelli, è la forza più pura e potente che gli dei ci hanno donato. L’errore più grande è quello di condannarlo, legarlo al concetto di peccato o comunque imbrigliarlo troppo con il pensiero. È attraverso il sesso, sostiene l’autore, che si esprime la nostra anima più genuina, perché la forza divina dell’eros travolge tutte le impalcature razionali che tengono imbrigliata la nostra natura profonda.