Danimarca. Il bagno di ricordi annaffiati di whisky del solitario e acclamato scrittore Frank Føns viene turbato da una notizia terribile: il ritrovamento di una ragazza annegata in una cittadina della costa. Ma soprattutto sconcertante: le circostanze della morte sono analoghe a quelle di uno dei delitti descritti nel suo nuovo romanzo, che sta per presentare alla fiera del libro di Copenhagen. Questo è solo l’inizio: giunto nella capitale, un altro crimine viene compiuto secondo la trama del libro ancora inedito. Com’è possibile? Qualcuno tra chi già ne conosce l’intreccio ha deciso di metterne in scena i delitti, ma non solo: li sta anche “correggendo”…
Sconvolto e incredulo, Føns indaga a modo suo.
Ancora un’inchiesta per l’avvocato Guido Guerrieri, personaggio creato da Gianrico Carofiglio, magistrato e scrittore, nonchè fratello di Francesco Carofiglio.
Nell’ultimo giallo, “Le perfezioni provvisorie” (Sellerio, pp. 352, € 14), tutto ruota attorno alla scomparsa di una ragazza della Bari “bene” e sui misteri che la città pugliese nasconde. Le indagini non hanno portato a nulla e il caso sta per essere archiviato. Come ultimo tentativo, il legale della famiglia della ragazza si rivolge al suo vecchio amico Guido Guerrieri che accetta di leggere il fascicolo: Manuela, studentessa universitaria a Roma, è scomparsa in una stazione ferroviaria, inghiottita nel nulla dopo un fine settimana trascorso in campagna con amici. Guerrieri comincia a ricostruire il mondo segreto di Manuela dal quale emergono verità nascoste, in un mondo apparentemente stabile e normale, in realtà insospettato e torbido.
Ricordate Leonardo da Vinci nel film Ricomincio da tre con la stupenda coppia Benigni-Troisi?
Veniva rappresentato come un simpatico vecchietto duro di comprendonio, un’immagine ben lontana da quella di genio che tutti noi abbiamo del grande maestro.
A offrirci un Leonardo diverso, addirittura detective ante-litteram, prova anche Diane A.S. Stuckart, giornalista americana appassionata di storia rinascimentale, con l’intrigante suo primo romanzo La mossa dell’alfiere (Nord, pp. 360, € 18,60). Un giallo storico ambientato nel 1483 alla corte milanese di Ludovico Sforza, detto il Moro.
Il duca e il suo ospite Monsieur Villasse, ambasciatore di Francia, interessanti entrambi a un dipinto di Leonardo da Vinci, da poco nominato ingegnere di corte, decidono di giocarsi l’opera con una partita di scacchi viventi. Durante una pausa del gioco, l’alfiere bianco, impersonato dal conte di Ferrara, viene trovato morto nel cortile del castello. Il Moro, temendo una congiura ai suoi danni, incarica lo stesso Leonardo di occuparsi delle indagini. Il maestro e il suo giovane apprendista Dino (in realtà una fanciulla, Delfina) cominciano a raccogliere gli indizi. Sullo sfondo un segreto che deve essere assolutamente tenuto nascosto.
E’ appena uscito in libreria L’uomo della pianura, ultimo romanzo giallo di Paolo Roversi, edito da Mursia.
Nella storia, ambientata tra Milano e la Bassa mantovana, ritroviamo il giornalista latin-lover Radeschi con la sua vespa (Niente baci alla francese, 2007) e un nuovo criminale, un certo Hurricane, appena uscito di galera e alla ricerca vana di un riscatto alla propria complessa esistenza.
Di seguito vi proponiamo il booktrailer trovato su Youtube.
Ambientato tra Sarzana, comune tra Liguria e Toscana, e Viareggio, Biondo 901 (PerdisaPop, pp.119, € 9) del tosco-ligure Alessandro Zannoni è sì un romanzo giallo, ma anche storia d’amore, di corse e di vodke. Il romanzo è costruito secondo sequenze cinematografiche. Quattro voci narranti conducono il lettore verso il finale. Quattro esistenze diverse, quella del parrucchiere Giordano; quella di Letvania, giovane e sensuale ragazza dell’Est; quella del criminale Doppiopetto; quella di Fabio, amico un po’ analfabeta di Giordano. Finale che è già all’inizio: “Ho poco tempo per decidere e solo due scelte da fare. Morire qui, adesso, oppure da un’altra parte chissà quando”.
Dopo i tre precedenti “Il labirinto del serpente”, “L’ombra del Templare” e “La chiave d’oro”, la scrittrice spagnola Núria Masot ci riporta nel vortice di cospirazioni medievali e di inquietanti enigmi con una nuova avventura di Guillem de Montclar, spia e cavaliere templare.
Con L’enigma dell’Unicorno (Mondadori, pp. 360, € 19) siamo nell’anno 1276. Il nostro templare Guillem de Montclar, dopo essere stato gravemente ferito durante una missione a Trapani, trova rifugio a Gerona, in Catalogna. Trascorsa la convalescenza si trova suo malgrado implicato nelle indagini che ruotano attorno a una serie di insoliti quanto disumani omicidi che hanno come vittime alcuni esponenti del clero locale. Un indizio sembra legare i diversi delitti: una pergamena che annuncia il minaccioso ritorno dell’Unicorno. La stessa pergamena che era stata ritrovata sulla soglia del vicino convento delle bernardine cistercensi da una monaca tormentata da continui incubi. Lo scritto rinvenuto potrebbe essere stato strappato da un libro antichissimo, secondo alcuni opera addirittura di Satana. Se così fosse, sarebbe la prova che le porte del Male sono state spalancate, con conseguenze che nessuno può prevedere. L’Ordine dei Templari si trova così impegnato su un doppio fronte: chiarire il mistero di quei crimini atroci e continuare a combattere in Terra Santa, dove i regni cristiani si stanno sgretolando a causa dei conflitti interni. E come se non bastasse, su tutto aleggia la presenza non pacificata dei morti, che inspiegabilmente sembra influenzare il destino dei vivi.
Nel giallo Sette chiese (Fanucci, pp., e 18) di Milos Urban, il protagonista, Kvètoslav (che odia il proprio nome e si fa chiamare K.), appassionato di storia del XIV secolo e prezioso collaboratore della polizia, entra in contatto con uno strano e ricchissimo individuo, Matyàs Gmünd, generoso finanziatore dei lavori di restauro che devono riportare alcune chiese della Città Nuova all’originale stile gotico, eliminando ogni immorale aggiunta barocca. In un’atmosfera di sospetto e di incertezza in cui la realtà si confonde con l’allucinazione, senza volerlo – almeno sulle prime – Kvètoslav metterà la propria ben rara capacità di leggere la storia al servizio della Confraternita del Corpus Domini e arriverà lentamente a comprendere quale fondamentale ruolo gli sia stato assegnato nella sanguinosa cospirazione che deve mutare il corso del Tempo e riconsegnare le Sette chiese al proprio glorioso passato.
Originali ed interessanti le tecniche di promozione che Eliott Parker ha scelto per il suo romanzo d’esordio, Penelope Guzman. Il colpevole (Seneca, pp. 200, € 15), un giallo con protagonista una giovane detective, la Penelope del titolo.
Innovativa l’idea di aprire un blog, www.penelopeguzman.com, dove è la stessa Penelope (avatar di Parker?) a postare e dialogare con i lettori.
“Attenta Penelope. Perché il problema non è solo sbrogliare la matassa, seguire il tuo intuito per delineare il profilo psicologico dell’assassino e assicurare il colpevole alla giustizia. Il problema principale è un altro. Il problema principale, Penelope, è uscirne viva.”