La ragazza gallese, una storia di emarginazione e rinascita

Qui si balla in tandem. Da una parte Esther, 17anni appena compiuti e la nomina di essere la più vecchia giovane zitella del suo paese; dall’altra Karsten, conosciuto a tutti per essere l’unico prigioniero tedesco del luogo. Due esistenze difficili in un minuscolo paesino della costa gallese, gonfio degli odi e dei problemi di un faticosissimo dopoguerra. Entrambi considerati “fuori posto”, entrambi emarginati dal perbenismo e dalla bigotteria perchè fuori da ogni schema. Due vite che hanno in comune la voglia di farcela, di vincere l’emarginazione e trovare il proprio posto nel mondo. Come sfondo gli sterminati e selvaggi panorami gallesi. I buoni ingredienti ci sono tutti, a voi vedere se insieme danno vita a qualcosa di gustoso.

Il suo primo americano, gli Usa in guerra ed un amore impossibile

I protagonisti di questa delicata storia d’amore sono due: lei si chiama Ilka Weissnix ed è una ragazza ebrea che ha abbandonato l’Europa di Hitler e ha cercato scampo e fortuna negli Stati Uniti; lui invece è Carter Bayoux, un professore afroamericano, che cerca nell’alcool rifugio e sostegno dalle proprie pene. Due mondi diversi, due universi paralleli che sembrerebbe destinati a correre su binari paralleli e a non incontrarsi mai, soprattutto nell’America razzista degli anni ’40. Ed invece il destino non solo li fa incontrare ed innamorare, ma li rende uno l’anima dell’altra. Delicata ed incantevole….oltre tutte le vicende del mondo.

Almeno il cappello: Andrea Vitali tutto da scoprire

L’Italia del ventennio fascista, con le sue lotte e le sue faide, fa da sfondo a questo racconto di paese:la costituzione e dissoluzione di una banda musicale. Andrea Vitali ci porta nuovamente nelle sue montagne in riva al lago per raccontarci come eliminate le vestigia del vecchio stato liberale il fascismo divenne l’unica realtà politica del nostro Paese, dando il via ad un rinnovamento sociale e culturale. La forza di quest’opera sta proprio nel contrasto fra la Storia nazionale, fondata su un mito di trasformazione e che aveva una larga base di consenso (per quanto se ne dica a guerra finita) e le vicende dei personaggi, immersi in una provincia racchiusa tra Menaggio e Bellano, dove essi trascorrono le loro vite e proiettano le loro aspirazioni, i loro sogni. Il paragone con il manzoniano “I promessi sposi” è inevitabile. La Lucia che dichiara che le avventure avrebbe anche fatto a meno di viverle, preferendo la tranquillità della quotidanità qui è Onorato Geminazzi, ragioniere, suonatore di cornetta e direttore della banda, che diventa allergico alla musica. Le sue non sono grandi catastrofi ma intrighi, invidie, rivalità, piccoli vizi e ancor più pericolose virtù. E via con tutta una carellata di personaggi caratteristici e caratterizzanti: l’alcolizzato Evelindo Nasazzi,virtuoso del bombardino; il manesco dispotismo di Noemi, la sua seconda moglie; i giochi di potere del podestà Parpaiola e del giovane segretario della sezione del partito, Bongioanni; il buon senso del Pianìn, guardia municipale e suonatore di trombone; il seno leggendario di Armellina Banchieri. Lo sviluppo della storia non è la trama bensi la coralità delle molte voci, l’attorcigliarsi dei rapporti, lo scontro di una vita con un’altra, insomma la quotidianità mai banale di un piccolo paese di provincia. Anche la scrittura segue questo ritmo spezzato con capitoli molto brevi( per lo più una pagina e mezza, anche  se il conteggio finale arriva quasi a duecento. Con noi tutti presi a domandarci se Evelindo riuscirà ad aggirare la vigilanza di Noemi e a tornare a ubriacarsi con gli amici?  e Bongioanni a ottenere libero accesso all’“immenso balcone” di Armellina? Non è alta letteratura certo, ma un libro piacevole da gustare sotto l’ombrellone al posto del solito romanzo giallo americano.