Kazuo Ishiguro vince il premio Tomasi di Lampedusa

Il è andato allo scrittore giapponese per l’opera “”, edita da .
Il Premio gli sara’ consegnato, l’8 agosto, da Enzo Garinei nel corso della cerimonia di premiazione che si svolgera’ nel giardino di Palazzo Filangeri di Cuto’ a Santa Margherita di Belice. Il giapponese fa parte di quella schiera di scrittori detti post-coloniali (Rushdie, Naipaul, Kureishi, Mo, Coetzee, etc.) che con la linfa della loro “cross-culture” hanno rivitalizzato e creato una nuova letteratura in lingua inglese. Nato a Nagasaki nel 1954, all’etài cinque anni arriva in Inghilterra con la famiglia. Quello che doveva essere un soggiorno temporaneo si trasforma in un trasferimento effettivo e il piccolo non fece piùorno in , se non per rare visite. Laureato in letteratura e filosofia, oggi vive a Londra con la moglie scozzese. Il suo immaginario è interculturale ed egli condivide, con molti scrittori dell’ex impero, un senso di sospensione tra mondi diversi e lontani, un’identità sfumata e fluttuante. Ambientati nel post-bellico, i suoi primi romanzi Un pallido orizzonte di colline (1982) e Un artista nel mondo effimero (1986) affrontano lo scontro tra generazioni e culture; mentre il celebrato (1988, vincitore del Booker Prize), fruga nella cara e vecchia Inghilterra. La sua ultima opera, Quando eravamo orfani (1995), presenta la struttura di un giallo, ma l’autore va oltre le convenzioni del genere dipingendo l’affresco della Shangai degli anni Trenta.