Il morto è servito, gastronomia e noir per tutti i gusti

Lo so lo so, non sarebbe questa la sede e forse non dovrei essere nemmeno io, Ma sapete anche voi che l’editoria predilige senza mezzi termini gli autori stranieri, lasciando a noi italiani davvero pochissimo spazio. Così oggi mi sono permessa di “rubare” questo spazio per presentarvi il mio ultimo lavoro. “Il morto è servito- racconti brevi in punta di forchetta”, edito da lulu.com: dieci racconti gialli legati tra loro dal binomio inscindibile “cibo e cucina”. Storie brevi tra uomo e cibo, tra nutrimento e morte per svelare non solo i meandri più tenebrosi della mente umana, ma anche il rapporto viscerale dell’uomo con il cibo, e dell’individuo con se stesso e con gli altri. Il cibo, che dà nutrimento al nostro organismo e che ci permette di vivere e di pensare, diventa strumento inconsapevole di morte, punizione di tutti i vizi capitali, primo tra tutti la gola. Insomma, se ho incuriosito qualcuno leggete e fatemi sapere se vi è piaciuto.

L’arte di correre, di Haruki Murakami

Torna in libreria Haruki Murakami con la sua ultima fatica “l’arte di correre”, edito da Einaudi.Tutto parte dalle considerazioni personali dell’autore e da una vicenda autobiografica.Quando, nel 1981, Murakami chiuse Peter Cat, il jazz bar che aveva gestito per sette anni, per dedicarsi solo alla scrittura, ritenne che fosse anche giunto il momento di cambiare radicalmente abitudini di vita: decise di smettere di fumare sessanta sigarette al giorno, e – poiché scrivere è notoriamente un lavoro sedentario e Murakami per natura tenderebbe verso una certa pinguedine – di mettersi a correre. Da allora, di solito scrive quattro ore al mattino, poi il pomeriggio corre dieci o più chilometri, si allenò talmente da riuscire a correre l’intera maratona in Grecia solo qualche anno più tardi.L’esperienza lo coinvolse profondamente.Da allora ha partecipato a ventiquattro di queste competizioni, ma anche a una ultramaratona e a diverse gare di triathlon. Scritto nell’arco di tre anni, “L’arte di correre” è una riflessione sulle motivazioni che ancora oggi spingono l’ormai sessantenne Murakami a sottoporsi a questa intensa attività fisica che assume il valore di una vera e propria strategia di sopravvivenza. “Perché scrivere – sostiene lo scrittore – è un’attività pericolosa, una perenne lotta con i lati oscuri del proprio essere ed è indispensabile eliminare le tossine che, nell’atto creativo, si determinano nell’animo di uno scrittore”.Ecco dunque tutto riassunto in questo libro, in grado di convincere persino i più pigri tra noi che l’attività fisica deve essere parte integrante del nostro vivere quotidiano, il tutto mescolato a profonde considerazioni di filosofia orientale, of course.

Premio letterario “Anna Maria Castellaro”

Ecco un concorso interessante. Comincia la V edizione (2009-2010) del Premio Letterario “Anna Maria Castellano”.
Questa volta sono state ben 34 Case Editrici partecipanti che hanno presentato 72 libri. Il Comitato di insegnanti, preposto alla selezione, ha ammesso 51 opere letterarie, di 26 Editori, che saranno lette e giudicate da 1.814 alunni degli Istituti comprensivi di Castelfranco, Castello di Godego, Altivole, Riese Pio X° e Resana.
I 21 libri non ammessi, pervenuti in dieci copie ciascuno (per un totale di 210 volumi), sono già stati consegnati, come da regolamento, alla Biblioteca Comunale di Castelfranco, alla quale possono rivolgersi tutti i ragazzi interessati a leggerli.
La Pro Loco di Castelfranco, organizzatrice del Premio Letterario “Anna Maria Castellano” ringrazia sentitamente il comitato di insegnanti (Ivana Savini, Francesca De Pasquale, Debora Zampieron e Cristina Berto, in rappresentanza dei quattro Istituti Comprensivi della città, Annalisa Schiochet per la scuola media di Castello di Godego, Alessandra Ragusa in rappresentanza della scuola media di Riese Pio X°, Edi Guidolin per la scuola media di Resana e Ignazio Ollà per la scuola media di Altivole) per la preziosa collaborazione sempre prestata.

Ritrovate le lettere di Gioacchino Belli

Oggi, martedì 27 ottobre, la casa d’aste Bloomsbury mettera’ in vendita il carteggio inedito di Giuseppe Gioacchino Belli a Roma, in Palazzo Colonna, ad un prezzo compreso tra i 15.000 e i 25.000 euro.Si tratta di una raccolta di 25 lettere per un totale di 58 pagine, integralmente autografe, quasi tutte inviate da Roma tra il 12 maggio 1827 e il 27 giugno 1850. L’epistolario propone una fitta corrispondenza tra il piu’ illustre poeta dialettale romano e il pittore Girolamo Luigi Calvi (Milano, 1791 – Milano, 1872), storico dell’arte, pittore e scrittore.Nella lettera dell’8 febbraio 1831 Belli chiedeva notizia circa la completezza della Biblioteca del Bettoni, ”perche’ gira voce che molte opere in essa contenute siano scomplete”. Piu’ avanti aggiungeva: ”Ora la testa mi vaneggia non poco. Passa la vita, figurati poi se non i diversi periodi di essa! Bene o male si succedono come il giorno e la notte: pero’ con la proporzione invernale”.

Fantasy meeting in Lombardia

Appasionati di fantasy, riunitevi!.In seguito alla scelta di specializzazione adottata da Runde Taarn Edizioni è nato il Fantasy meeting by Runde Taarn, una giornata dedicata al fantastico in ogni sua sfacettatura, dal fantasy all’horror, passando per la fantascienza.Il primo appuntamento di questo percorso è in programma sabato 25 luglio 2009 presso il Centro Libri Larizza di Via Como 9 a Solaro (Milano), punto vendita che offre ampio spazio sia espositivo per i volumi degli autori che per gli incontri degli autori stessi con il pubblico. Il centro sarà aperto dalle dalle ore 14.00 alle ore 20.00.

Vite sui binari, la Vicevita

Il viaggio prima e il treno dopo sono un vero topos letterario, un tema assai comune nella letturatura, antica o moderna che sia. Qui abbiamo un poeta che viaggia da una vita sui treni, e per il quale questi treni diventano la vita stessa: dai treni del passato, sui quali era solo un ragazzo – in Italia, in Francia – a quelli del presente, dove lo ritroviamo adulto, professore fuori sede e lui stesso lettore di quei  poeti ei scrittori che parlano di treni con versi e riflessioni. Eccolo parrebbe un gatto che si morde la coda, ed invece la cadenza della prosa di Valerio Magrelli conquista anche qui davanti alla poesia storce il naso:ponderato, colto, smaliziato, attento al gioco di parole. E sopratutto conquista la malinconia di fondo in questo bellissimo ‘La vicevita. Treni e viaggi in treno’ (Laterza). La conclusione è amara, tutti noi viviamo una vita ‘vice’; non da Capo, ma appunto da Vice, vicari di noi stessi che come il Visconte dimezzato di Calvino fanno parlare la propria metà dell’altra metà, quella che esiste e di cui non si sente la mancanza. Vite che non si vivono appieno, e che quindi sono sempre dimezzate, raramente intere.