Uno sguardo sul futuro

Foto di Enrico Para tratta da ANAll’attuale presidente della Camera, Gianfranco Fini, va onestamente riconosciuto un travagliato ma coerente percorso personale e politico, che da delfino di Almirante lo ha portato, passo dopo passo, ad essere considerato oggi, sia dall’elettorato di destra che di sinistra, uno degli uomini politici più stimati. Testimonianza di questo cammino personale, fuori dagli schemi delle tradizionali ideologie, è anche il suo libro Il futuro della libertà appena pubblicato da Rizzoli (pp.165, € 16).
Un saggio nel quale il leader politico analizza i radicali cambiamenti intervenuti nel mondo a partire dalla caduta del Muro di Berlino, l’evento epocale che ha cambiato il corso della Storia, puntando lo sguardo sul futuro.
Rivolgendosi ai giovani ventenni, italiani ed europei, della generazione nata dopo il 1989, Gianfranco Fini li invita a realizzare un nuovo patto generazionale con i loro padri e fratelli maggiori, raccogliendo le nuove sfide e lavorando per una nuova libertà, piena, diffusa e allargata.

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Ritorno a Berlino, vent’anni dopo

ritorno a berlino
Nel 1990 Lilli Gruber scrisse il suo primo libro, “Quei giorni a Berlino”, sulla sua esperienza di inviata del Tg2 nei giorni che diedero inizio alla riunificazione delle due Germanie e cambiarono la Storia.
Oggi, nel ventesimo anniversario di quei fatti, recupera quelle pagine distillando i ricordi, gli aneddoti, i personaggi che il tempo non ha intaccato: dagli esodi verso l’Ovest alle manifestazioni di piazza, dalle analisi di intellettuali come Ernst Nolte alle conversazioni con il popolo che affollava i supermercati; e quelle magiche ore del 9 novembre, la prima breccia aperta nel Muro che cambiò definitivamente, in un bagno di folla, il futuro della Germania e del mondo.

Lilli Gruber e Paolo Borella, Ritorno a Berlino (Rizzoli, pp. 329, € 20)

Amarcord della Sinistra

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A venti anni dalla caduta del Muro di Berlino, il giornalista Luca Telese fa il punto sul lungo travaglio del PCI, dalla svolta della Bolognina ad oggi.
Nel saggio Qualcuno era comunista. Dalla caduta del Muro alla fine del PCI: come i comunisti italiani sono diventati ex e post (Sperling & Kupfer, pp. 743, € 22,00) svela in cosa consisteva la «diversità» del comunismo italiano e del più grande partito comunista d’Europa.
Scorrono, insieme alle pagine, non solo le storie dei protagonisti, da Occhetto a D’Alema, da Ingrao a Napolitano, ma anche quelle dei tanti compagni e militanti che in quella storia e svolta hanno creduto.