Buio sul ghiaccio, per tutti gli appassionati di alpinismo

Non è recentissimo- è uscito due anni e mezzo fa per Corbaccio- ma vale la pena di leggerlo anche per coloro che non sono appassionati di montagna ed alpinismo. Buio sul ghiaccio è la cronaca di un’avventura, una grande avventura che Hermann Buhl narra con penna veloce. Buhl è per tutti legato al Nanga Parbat che si è guadagnato le prime pagine dei giornali italiani l’anno scorso dopo la fine di uno dei nostri più forti scalatori, Karl Unterkirker, e il rocambolesco salvataggio dei suoi due compagni di cordata; già nel 1970 questo ottomila era diventato la tomba di ghiaccio di Günther Messner, fratello del famoso Reinold. Ma nel 1953 un austriaco non ancora trentenne, sconosciuto e solo ne aveva conquistato cima, il suo nome: Hermann Buhl. Capace di imprese straordinarie le cui pacate descrizioni nel libro lasciano quanto meno stupiti – la scalata in meno di mezza giornata nel 1952 della parete nord-est del Pizzo Badile . Buhl è stato il primo uomo a conquistare due ottomila (il Nanga Parbat in solitaria appunto e il Broad Peak insieme ad altri tre salitori nel 1957), entrambi senza bombole d’ossigeno. Arricchito dai diari delle spedizioni che l’hanno reso celebre, e che fanno riflettere soprattutto sulle difficoltà psicologiche dell’alpinismo, “È buio sul ghiacciaio” ritorna sugli scaffali in una nuova edizione aggiornata .

La bellezza delle Dolomiti

dolomiti
Scritto con passione e rigore scientifico da Dino Dibona, la Guida alle dieci gite più belle delle Dolomiti (Newton Compton, pp. 384, € 18) ci insegna che la vera montagna va vissuta nell’esaltante scoperta e godimento degli innumerevoli doni che offre, non percorrendo i sentieri con distratta noncuranza, ma fermandosi ad osservare un fiore mai visto prima, una farfalla, un albero plurisecolare che ha attraversato il tempo di numerose generazioni umane. E ci invita a girare tra valli e monti considerando la natura come protagonista assoluta, dove l’uomo è solo un ospite discreto con l’intento di godere dell’inesauribile fascino che offre un ambiente che cambia ad ogni passo, compiacendosi delle esaltanti bellezze delle seducenti ed esuberanti montagne dalle pareti bianco-rosate.

LetterAltura, il festival delle montagne

Tempo d’estate e in Italia tempo di festival letterari. È dedicata a Stefano Faravelli la mostra della terza edizione di LetterAltura, Festival di letteratura di montagna, dedicata al viaggio e all’ avventura tra le montagne che si svolge nelle valli del Verbanio Cusio Ossola dal 24 al 28 giugno 2009.
Dipinti, illustrazioni e carnet de voyage che trasformano l’arte in viaggio e racconto: una mostra antologica dell’artista torinese che  resterà aperta fino al 31 agosto.
Proprio il safari (parola araba che traduce il “viaggio”), nella cui radice è presente l’idea di rivelazione e scoperta propria del viaggiatore è due delle chiavi principali del lavoro di Stefano Faravelli. L’esposizione raccoglie tele, tavole, fogli sparsi, appunti su Mali, Cina, India, Egitto, Turchia. Imperdibile per tutti gli appassionati.