L’enigma dell’Unicorno

Dopo i tre precedenti “Il labirinto del serpente”, “L’ombra del Templare” e “La chiave d’oro”, la scrittrice spagnola Núria Masot ci riporta nel vortice di cospirazioni medievali e di inquietanti enigmi con una nuova avventura di Guillem de Montclar, spia e cavaliere templare.
Con L’enigma dell’Unicorno (Mondadori, pp. 360, € 19) siamo nell’anno 1276. Il nostro templare Guillem de Montclar, dopo essere stato gravemente ferito durante una missione a Trapani, trova rifugio a Gerona, in Catalogna. Trascorsa la convalescenza si trova suo malgrado implicato nelle indagini che ruotano attorno a una serie di insoliti quanto disumani omicidi che hanno come vittime alcuni esponenti del clero locale. Un indizio sembra legare i diversi delitti: una pergamena che annuncia il minaccioso ritorno dell’Unicorno. La stessa pergamena che era stata ritrovata sulla soglia del vicino convento delle bernardine cistercensi da una monaca tormentata da continui incubi. Lo scritto rinvenuto potrebbe essere stato strappato da un libro antichissimo, secondo alcuni opera addirittura di Satana. Se così fosse, sarebbe la prova che le porte del Male sono state spalancate, con conseguenze che nessuno può prevedere. L’Ordine dei Templari si trova così impegnato su un doppio fronte: chiarire il mistero di quei crimini atroci e continuare a combattere in Terra Santa, dove i regni cristiani si stanno sgretolando a causa dei conflitti interni. E come se non bastasse, su tutto aleggia la presenza non pacificata dei morti, che inspiegabilmente sembra influenzare il destino dei vivi.

