Il simbolo perduto di Dan Brown

Copertina libro

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I libri di Dan Brown posseggono quel tocco di mistero profondo che ci accompagna per tutta la lettura, ci fa perdere ed immergere in quelle pagine ricche di simboli e significati che indaghiamo insieme allo scrittore.

Il simbolo perduto è la storia di Robert Langdon, un esperto di simbologia che viene invitato ad una conferenza in Campidoglio, a Roma. Pare andare tutto liscio, fino a quando Langdon non assiste al ritrovamento di un oggetto misterioso decorato con cinque simboli.

L’esperto di simbologia dovrà seguire le tracce della saggezza esoterica. Arriverà ai segreti Massonici, a cui è approdato attraverso il suo maestro Peter Solomon, membro della Massoneria che viene rapito.

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Sette milioni di copie per “Lost Symbol”, ultima fatica di Dan Brown

Il mondo letterario, e con lui milioni di lettori sono in fibrillazione. E’ infatti uscito in contemporanea negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada, il nuovo romanzo  di Dan Brown (fortunato autore de Il codice da vinci e angeli e demoni) che  questa volta parla della massoneria. Prima tiratura da 6,5 milioni di copie per il Nord America, a cui si aggiunge un milione di esemplari per il mercato del Regno Unito. In Italia bisognerà aspettare i tempi della Mondadori che l’hanno annunciato entro la fine del 2009- ideale per le strenne natalizie- cosi’ come accadra’ per altre 20 lingue. Il romanzo  si compone di 509 pagine. Dopo Parigi e Roma, Ginevra l’autore ci porta nella sua americanissima Washigton dove il professor Langdon (si sempre lui, squadra vincente non si cambia) dovrà fare i conti con teschi umani pieni di liquido rosso sangue, un misterioso personaggio tatuato dalla testa ai piedi, chiamato Mal’akh,  e la ricerca di un importantis­simo documento segreto tra Washington e le piramidi di Giza, in Egitto.  La storia si snoda in un arco temporale di 12 ore, con documenti da decifrare, insospettabili tranelli, oscuri e inquietanti misteri, la Cia, i giuramenti di fedelta’ massonici e intrighi di potere. Insomma il nostro stimatissimo professore di Harvard, esperto in crittografia, ancora una volta deve sventare un pericolossimo complotto in grado di capovolgere i destini del mondo: se la potente chiave di Salomone finisse nelle mani sbagliate il mondo sarebbe nei guai…un’altra volta. Naturalmente noi confidiamo nel fatto che le persone abbiano capito che si tratta SOLO ed esclusivamente di romanzi, storie che con la realtà hanno pochissimo appiglio come dovrebbe essere in ogni buon libro. Ma dopo chiesa e cattolici insorti contro il demoniaco “Codice da Vinci” dobbiamo forse aspettarci rivoluzioni e polemiche anche da Israele?In fondo Salomone è questione loro, o no?

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Misteri d’Italia: il “giallo” Sindona

Caffe_di_sindona
Il 20 marzo 1986 il finanziere Michele Sindona, appena condannato all’ergastolo come mandante dell’uccisione dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, muore nel carcere di Voghera dopo aver bevuto un caffè al cianuro. Omicidio oppure suicidio?
Gianni Simoni, ex magistrato che ha seguito il processo d’appello per l’omicidio Ambrosoli, e Giuliano Turoni, ex magistrato che ha indagato sulla loggia massonica P2, nel saggio Il caffè di Sindona (Garzanti, pp. 200, € 16,00) ripercorrono la carriera e gli intrighi del potente finanziere.
Sindona intratteneva rapporti con importanti uomini politici al di qua e al di là dell’oceano. Era uno degli uomini di fiducia del Vaticano, in particolare dello IOR diretto da Paul Marcinkus, ma aveva anche legami con la mafia. Iscritto alla P2 di Licio Gelli, introdusse anche Roberto Calvi in quegli ambienti, oltre che in quelli vaticani e in quelli mafiosi: i due banchieri erano infatti legati da un intrico di affari avventurosi che avrebbero portato entrambi alla rovina.