Lupara nera, il fastidio della democrazia in Italia

lupara nera
Qual è il filo rosso che dal Ventennio, passando per il secondo conflitto mondiale, arriva fino alla Guerra Fredda e alla strategia della tensione? Cosa unisce la strage di Portella della Ginestra alle esecuzioni di tanti sindacalisti siciliani di quegli stessi anni? C’è stato un patto tra poteri mafiosi, servizi segreti atlantici e neofascismo?
In Lupara Nera (Bompiani, pp. 496, € 16) lo storico siciliano Giuseppe Casarrubea e il ricercatore Mario J. Cereghino, attraverso documenti desecretati conservati negli archivi della War Office britannico e l’Office Secret Service americano, ricostruiscono queste vicende scavando nelle pieghe di una guerra segreta, a volte sotterranea a volte manifesta, portata alla democrazia in Italia.

L’amore del bandito, storie di malavita

Segnalo gli autori italiani con una punta di soddisfazione, forse perchè la nostra editoria preferisce, e non si sa come mai, la narrativa straniera. l’amore che muove il mondo. Anche quello della criminalità organizzata. L’amore dei banditi: quello del gangster serbo e quello dell’italiano, Beniamino Rossini, il malavitoso milanese amico di Marco Buratti, l’Alligatore, l’investigatore privato senza licenza che non usa armi, beve solo Calvados (ricordo di una storia d’amore finita) e ascolta soltanto musica Blues (in memoria dei tempi in cui era il cantante degli Old Red Alligators) nato dalla penna di Massimo Carlotto. L’Alligatore, eroe sempre più malinconico e seducente, è tornato. Dopo sette lunghi anni di assenza, anni passati a lavorare su una storia drammatica e mozzafiato, quella che, da oggi, possiamo leggere ne L’amore del bandito.
Il rapimento di Sylvie, la danzatrice del ventre franco-algerina, la donna di Rossini, scatena una caccia all’uomo che si muove tra l’Italia e l’estero e attraversa gli anni. L’Alligatore, Rossini e Max la memoria, sono i protagonisti di questo affascinante esperimento letterario fatto di continui flash-back e flash- forward che cerca di arrivare alle origini dell’odio per capire i motivi che hanno scatenato il rapimento.

Vedi di non morire

Vedi di non morire (Einaudi, pp. 314, € 18,50) è un romanzo nel quale il medico-scrittore Josh Bazell mescolando thriller di mafia e sit-com ospedaliere ha saputo realizzare un divertente cocktail letterario.
Grazie a Peter Brown, ex killer entrato in un programma di protezione governativo, la mafia fa il suo ingresso tra le corsie di un ospedale di Manhattan. Quando Peter va come ogni mattina al lavoro in ospedale, non sa che la Grande Mietitrice lo aspetta, sotto le vesti di un paziente moribondo che è un suo vecchio conoscente di mafia. Se il paziente muore, il passato di Peter tornerà a galla. E questo non può accadere. Perché Peter è anche Pietro Brown detto Orso, ex affiliato (ma per bontà d’animo) alla famiglia Locano…

Tom Behan nel mondo della camorra

Tom Behan è un tranquillo professore dell’Università di Canterbury, che ha scritto “il libro che la Camorra non ti farebbe mai leggere”. Un saggio in cui si racconta la genesi di questo fenomeno criminale, che ha sconvolto e sconvolge ancora oggi, la storia italiana, in particolare quella del nostro Meridione. Una lettura decisamente complessa ma assai interessante, che esplora non solo i passati legami tra camorra e politica ma anche le nuove frontiere che interessano alla criminalità come per esempio l’ambiente e l’ecologia. Niente, insomma, è come sembra.Edito da Newton & Compton

La ‘ndrangheta svelata dall’ex commissario Giuttari

donne ndrangheta
L’ex capo della Squadra Mobile di Cosenza e Firenze, Michele Giuttari, ora scrittore di polizieschi ci regala un altro avvincente noir, La donna della ‘ndrangheta (Rizzoli, pp. 395, € 21,50), dove protagonista spietata è la “’ndrangheta di esportazione”, quella meno conosciuta, quella ad esempio della strage di Duisburg.

Siamo in un grattacielo di New York. La polizia interviene in un appartamento dove si è appena conclusa una mattanza. Tra le sei persone uccise anche il padrone di casa, Rocco Fedeli, un emigrante calabrese incensurato. Per gli inquirenti l’omicidio è da collegare a una faccenda di droga e di ‘ndrangheta. L’FBI richiede la collaborazione della polizia italiana nella persona del commissario Michele Ferrara, funzionario della Direzione investigativa antimafia. Per lui, dopo tanti anni di servizio in Calabria, la ‘ndrangheta non ha più segreti. E anche se la malavita è ormai globale, per risolvere il caso sarà necessario insinuarsi nel cuore dell’Aspromonte, dove tutto sembra ancora inchiodato alle leggi della “famiglia”.

Le “Navi a perdere” di Carlo Lucarelli

«In fondo al mare le balene cantano. Lo fanno anche le navi? Sembrano immobili sul fondo, immobili e mute, ma non è vero, perché ormai lo sappiamo che non c’è mai niente di fermo, nel mare, neanche un relitto di ferro arrugginito, incrostato di alghe e di sale, appoggiato a un fondo di sabbia e di roccia da anni e anni e anni

Un fumetto in ricordo di Peppino Impastato

Peppino Impastato
La vicenda umana e l’impegno politico del giovane Peppino Impastato ucciso a soli 30 anni dalla mafia nel 1978, è stata raccontata nel fim I cento passi di Marco Tullio Giordana.

Due giovani autori siciliani, lo sceneggiatore Marco Rizzo e l’artista messinese Lelio Bonaccorso, per continuare a tenere viva la memoria di “Peppino”, simbolo della lotta contro la mafia e di coraggioso impegno civile, hanno invece scelto uno strumento nuovo: il fumetto.
Sulla base di un solido lavoro di documentazione che parte dalla visione del film “I cento passi” per arrivare alle testimonianze dirette dei compagni di “Peppino” – il fratello Giovanni Impastato, Salvo Vitale ed altri -, all’ascolto delle registrazioni di Radio Aut, agli innumerevoli altri materiali conservati nella Casa della Memoria di Cinisi.

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Saviano chiude il Festival delle Letterature di Roma

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Questa sera, alle ore 21,00, ultimo appuntamento del Festival presso la Basilica di Massenzio. Ospite d’eccezione lo scrittore Roberto Saviano.
L’autore napoletano non parlerà del bestselle-denuncia Gomorra ma, commentando le immagini del fotografo Alberto Giuliani, condurrà il pubblico in quello spaccato del Sud carico di violenza dove il mondo femminile è regolato dai codici maschili della mafia.

Viaggio nel federalismo delle mafie

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Nel libro “Federalismo criminale. Viaggio nei comuni in cui le mafie governano” (edito da Nutrimenti, pp. 384, € 15) il giornalista Nello Trocchia affronta il tema delle mafie che vivono sotto casa, che depredano le risorse pubbliche, che riducono a deserto i territori. Il federalismo criminale come sistema politico che governa intere parti del nostro territorio. Tra appalti truccati, centri commerciali, alta velocità, assunzioni e contributi sociali in mano a mafie e politica criminale. Una situazione di indecenza democratica dove la legalità, la sicurezza pubblica, la civile convivenza lasciano il posto alla barbarie, al feudo, a vecchi e nuovi podestà. Le mafie divorano le istituzioni nel silenzio della politica e dell’informazione.