Piccolo Lutring

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L’italia degli anni ‘50, dell’ dal Sud al Nord, dei quartieri popolari delle grandi città che si riempiono di “terroni”. Questo lo sfondo del romanzo Il piccolo Lutring (Neri Pozza, pp. 272, € 16,50) di Luciana Lanzarotti, genovese, attrice teatrale, autrice e conduttrice di programmi radiofonici e televisivi RAI. Una storia cruda e amara, ispirata a una vicenda realmente accaduta e che riempì le pagine di cronaca dell’epoca. Una povera famiglia meridionale arriva a Genova in cerca di lavoro. Ci sono anche due bambini, Giovanni e Totò. La vita non è quella che i due bambini nei loro sogni si aspettano. Vanno ad abitare in un appartamento fatiscente, in un palazzo dove “il sole si ferma sui tetti”. Giovanni cresce in fretta, la vita da “terrone” lo indurisce subito. Accusato di furto, decide sul serio di fare una rapina. Dalla prima alle sessanta che seguiranno il passo è breve. Comincia una parabola che lo farà diventare “il piccolo Lutring”, il bandito col Cristo tatuato sul petto, il matto del manicomio criminale.

Il falso mito del Nordest

savana padanaIl Veneto e il mitico Nordest come motori trainanti dell’economia italiana, modelli da imitare. Per anni il ritornello è risuonato nelle nostre orecchie, poi il modello ha cominciato a mostrare le crepe. Infatti non è oro tutto ciò che luccica. E la denuncia era già tutta nei romanzi del bravo Massimo Carlotto. Se poi volete continuare a rimestare nel fango, leggete Savana Padana (Zona, pp. 122 , € 13), romanzo di Matteo Righetto, giovane professore di Padova. Un libro che non mancherà di suscitare un vespaio di polemiche.
Tra le campagne piatte bagnate dal fiume Brenta sorge San Vito Oltrebrenta. Una terra di contadini arricchiti che sono rimasti ignoranti e dove tra l’odore dolciastro della barbabietola reso nauseabondo dell’estenuante afa estiva, tra cocaina e omicidi, si muovono cricche di corrotti, delinquenti locali, zingari e cinesi.

Quale futuro per la Sinistra italiana

smettere perdereLa scomparsa, in questa legislatura, della Sinistra rosso-verde dagli scranni parlamentari hanno rappresentato un fatto epocale nella storia della democrazia italiana.
Tante le ragioni che hanno determinato quel risultato e non tutte riconducibili agli ultimi anni.

Nel saggio E’ facile smettere di perdere se sai come farlo (Ponte alle Grazie, pp. 158, € 12) il giornalista Michele Dalai e l’ex parlamentare di Rifondazione comunista, Gennaro Migliore, affrontano a fondo la questione dei mali della Sinistra, a partire dai ritardi di analisi e colpe della sua classe dirigente, fino alla incapacità di parlare al suo stesso popolo.
Diagnosticata la malattia, i due autori propongono anche alcune possibili soluzioni per la sua guarigione.
Soluzioni che sono davvero «facili» come recita il titolo: basta osservare attentamente la nostra società che muta rapidamente e “riprendere in mano i grandi ideali, spogliati di parecchi tabù e vivificati dalle nuove pratiche di lotta e opposizione. Perché il popolo della sinistra, anche se disperso, è oggi vivissimo e numeroso e merita di trovare nuova voce. Subito“.

Lupara nera, il fastidio della democrazia in Italia

lupara nera
Qual è il filo rosso che dal Ventennio, passando per il secondo conflitto mondiale, arriva fino alla Guerra Fredda e alla strategia della tensione? Cosa unisce la strage di Portella della Ginestra alle esecuzioni di tanti sindacalisti siciliani di quegli stessi anni? C’è stato un patto tra poteri mafiosi, servizi segreti atlantici e ?
In Lupara Nera (Bompiani, pp. 496, € 16) lo storico siciliano Giuseppe Casarrubea e il ricercatore Mario J. Cereghino, attraverso documenti desecretati conservati negli archivi della War Office britannico e l’Office Secret Service americano, ricostruiscono queste vicende scavando nelle pieghe di una guerra segreta, a volte sotterranea a volte manifesta, portata alla democrazia in Italia.

I libri? si acquistano in edicola

Bilancio negativo per l’editoria italiana nel 2008. Dal rapporto sullo stato dell’editoria dell’associazione italiana editori (Aie), reso noto oggi in apertura della Buchmesse a Francoforte, emerge che lo scorso anno il fatturato è diminuito del 3%, per assestarsi a 3,5 miliardi di euro, mentre i titoli pubblicati sono stati 59mila (2mila in meno rispetto al 2008), per un totale di 235milioni di copie (-12%).

In Italia però si torna a leggere, con il 44% degli italiani che leggono almeno un libro all’anno, anche se lo zoccolo duro dei è costituito dal 14% degli italiani, che da soli generano il 41% delle vendite. Buoni i risultati delle vendite di per ragazzi (0-14 anni) nei canali trade (libreria, Grande distribuzione organizzata – Gdo -, librerie online, edicola), che corrispondono a 149,7milioni di euro (+9,1% sul 2007) rispetto a un +1,1% del generale settore della varia adulti, mentre il mercato scolastico registra un rallentamento del 5,5% nelle vendite. Contrazione dovuta a un probabile accentuarsi del fenomeno dell’usato. Aumento considerevole dei punti vendita delle catene di librerie, che nel 2007 erano 314, ma oggi sono triplicate, su un totale di 1.880 librerie sull’intero territorio nazionale. Come canali di acquisto crescono  l’online (+26,8%) e le edicole (+2,7%),

Anelli di fumo, la ruggente Bologna degli anni ‘60

Un’Italia che non ci ricordiamo più, osservata attraverso la Bologna degli anni ‘60, delle spiagge romagnole, dei campi da calcio e delle osterie bolognesi per mano ad uno studente irrequieto e un po’ ribelle alle prese con le gioie e i dolori di una stagione della vita entusiasmante e complessa. I primi amori, le scorribande con gli amici e le feste domenicali nei salotti buoni: il racconto privato di un’educazione personale e sentimentale diventa lo specchio della cultura italiana del boom economico, con tutte le speranze, i desideri e le contraddizioni. Tutto fino ad approdare a un ‘68 inedito, quasi intimo, vissuto nella delicata fase di passaggio dalla giovinezza all’età adulta. Sullo sfondo, a fare da contrappunto alla narrazione, sono costantemente evocate, quasi fossero anch’esse protagoniste della storia raccontata, le glorie della musica, del cinema e dello sport di quegli anni indimenticabili. Trovato per caso, letto per noia…e risultato di grande soddisfazione.

In treno lungo la penisola

Rumiz
In L’Italia in seconda classe (Feltrinelli, pp.141, € 12), il bravo editorialista de La , Paolo Rumiz, ci porta alla scoperta della Penisola sui binari ferroviari meno conosciuti, linee bizzarre, stazioni fantasma. Un viaggio di 7.480 km dalla Sardegna al Nordest, da Arbatax a Gorizia, passsando per la Sicilia, la Calabria, la Campania, l’Abruzzo, la Toscana, l’Emilia e il Friuli. attraversando terre che odorano di mirto, limoni, fichi d’India. Un “viaggio hard, fatto di scambi, pulegge, turbo-compressori e carbone“.

Mara Carfagna, un anno di governo…

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Si intitola “, un anno di ”, il libriccino che presenta il suo di un anno di attività. Copertina blu Armani e 65 pagine patinate corredate da 18 scatti autocelebrativi.

A una prima parte più istituzionale sui provvedimenti sponsorizzati dal suo ministero ne segue un’altra dove la Carfagna viene celebrata con molte fotografie insieme a Napolitano, Alfano, La Russa, e poi Lula, la Moratti, i clown degli ospedali pediatrici, con la mimetica in mezzo ai soldati italiani, in maglioncino fucsia tra i terremotati d’Abruzzo. L’ultima foto è quella con papa Ratzinger, al cui cospetto la Carfagna si presenta con la testa coperta da un velo di pizzo nero.

La cattedrale del futuro

cattedrale letta
La crisi economica e sociale che stiamo vivendo è figlia del “presentismo”, di quella tendenza cioè a sacrificare all’utilità del momento ogni investimento nel futuro. Bisognerebbe ritrovare invece l’ambizione di realizzare progetti solidi e duraturi, come erano le cattedrali di un tempo.
Queste le idee e l’auspicio espressi da nel libro Costruire una cattedrale. Perché l’Italia deve tornare a pensare in grande (Mondadori, pp. 122, € 16,50).
Un saggio che è una riflessione sul futuro del e del Partito Democratico. La cattedrale come metafora di una comunità che accetta la sfida di contribuire, lavorando sodo e insieme, a un grande condiviso e proiettato al futuro.
E per il Partito democratico quali le prospettive? non ha dubbi. “Se rimane così com’è è condannato alla sconfitta. Occorre andare oltre questo Pd e anche oltre l’alleanza con . Uscire dalla riserva indiana dei perdenti e cambiare il sistema”.

Amarcord della Sinistra

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A venti anni dalla caduta del , il giornalista Luca Telese fa il punto sul lungo travaglio del PCI, dalla svolta della ad oggi.
Nel saggio Qualcuno era comunista. Dalla caduta del Muro alla fine del PCI: come i comunisti italiani sono diventati ex e post (Sperling & Kupfer, pp. 743, € 22,00) svela in cosa consisteva la «diversità» del comunismo italiano e del più grande partito comunista d’Europa.
Scorrono, insieme alle pagine, non solo le storie dei protagonisti, da a D’Alema, da Ingrao a Napolitano, ma anche quelle dei tanti compagni e militanti che in quella storia e svolta hanno creduto.