Viaggio ad est, Ismail Kadare
Non è noto alla maggior parte degli appassionati di libri, eppure è una delle voci più significative del suo Paese: il più famoso degli scrittori albanesi ancora viventi. Sto parlando di
Ismail Kadare. Nato a Gjirokaster il 28 Gennaio 1936, ha studiato nella sua città natale fino al termine delle superiori, laureandosi in Lettere a Tirana, e completando i propri studi all’Università Gorkij di Mosca. Divenne in breve tempo uno degli scrittori più affermati del suo Paese. Insieme a Dritero Agolli e Fatos Arapi negli anni ’60-’70 formavao un trio famoso di poeti che ha elevato ad alti livelli la poesia albanese, in particolar modo quella poesia che si scriveva dentro i confini della madre patria.
Per noi è più che altro un famoso romanziere, per quei romanzi malinconici e bellissimi in cui lui, innamorato della propria terra, racconta del suo Paese, con i suoi palazzi decadenti, le sue coste, il suo mare incantato come i tamburi della pioggia, Il generale dell’armata morta, La città di pietra, Il palazzo dei sogni.Nell’ottobre 1990, quando la dirigenza comunista non intraprendeva nessuna riforma democratica nell’Albania oppressa ed isolata, Kadare per esprimere pubblicamente a livello internazionale la propria disapprovazione a questo sistema, rimasto immutato per oltre cinquant’anni, ha chiesto asilo politico in Francia dove vive tutt’ora.