Le gazze ladre, Ken Follet torna a raccontarci la guerra

Siamo nella dai nazisti alla vigilia dello . Nonostante gli svariati bombardamenti, la centrale telefonica di , vitale per il coordinamento dell’esercito tedesco, è ancora perfettamente funzionante. Occorre rimediare. Ci pensano le Gazze Ladre, sei donne di diversa estrazione sociale, età e provenienza per questa missione impossibile che si infiltreranno oltre le linee nemiche per far saltare dall’interno questo punto strategico così importante. Ci riusciranno? E quante di loro torneranno a casa?

Torna con uno dei suoi temi preferiti- la - in questo romanzo godibilissimo, anche per chi come me non lo ama particolarmente come scrittore.

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Non vi lascerò orfani di Daria Bignardi

Questo libro che cita la morte, racconta con dolcezza e leggerezza della vita. E ci dice che è sempre meglio dare che non dare, anche quando si corre il rischio di sbagliare. Perché in una l’unica cosa che fa davvero male è l’assenza, quando invece il caos e il delle esperienze condivise rafforzano le nostre radici e la nostra identità.Il tutto attraverso il lessico famigliare, quel codice privato di parole e modi di dire che rende ogni unica, Non vi lascerò orfani racconta come può essere intensa una vita anche quando è segnata dall’ansia e dall’insicurezza.
La morte è quella di Giannarosa, la madre irruente e apprensiva: è lei l’insuperabile latinista che nel 1944, sotto i bombardamenti, incontra il giovane Ludovico. Tra loro è subito furentismo, un entusiasmo amoroso travolgente. Vico è del 1914: un d’altri tempi che ama andare a caccia e fare il galante con le signore. Ed è innamorato delle due figlie femmine: la più piccola, Daria, e la maggiore Donatella, complici e sempre alleate. Non manca nemmeno Micione, il fratello- gatto, che dorme sul televisore e sul più bello lascia cadere la coda davanti allo schermo, suscitando cori di proteste da parte della .
scava nella memoria della propria : i nonni repubblicani, i parenti , lo zio santo, la casa di Castel San Pietro senza acqua calda, e ancora Ferrara, Bologna, Cingoli. Tutto – persone e luoghi – hanno lasciato qualcosa. La della pianura padana, Jesus Christ Superstar, Contadin Fortunato, lo scheletro del soldato tedesco in cantina, il gatto Alonzo, i fantasmi che alzano i materassi, l’occupazione della e l’antenato Corrado Govoni.  Tutto è individuale, che diventa quella di una , e infine di un’epoca.
Ma ogni cosa gira intorno al rapporto complicato tra madre e figlia, che – come spesso accade – è fatto di trasporto e identificazione ma anche di bisogno di separarsi, di quella necessità di scrivere il proprio destino che spesso sta alla base dei conflitti.

Aria di guerra

etiopia

Massaua. 1896.
In una rovente e sensuale città si intrecciano tutti i destini.
Amori, tradimenti, deliri e pervesioni di un romanzo corale nel quale tutti, inconsapevole, corrono incontro alla più colossale disfatta che il europeo abbia subito.

La battaglia di .
Un grande romanzo di guerra, d’. E di delitti,

C. Lucarelli “L’ottava vibrazione”, Einaudi