Accanto alla tigre di Lorenzo Pavolini

Accanto alla tigreSin da adolescente, Lorenzo sente la pesante eredità del cognome del nonno, raffinato intellettuale ma, soprattutto e purtroppo, implacabile fascista, fedele a Mussolini fino alla morte. Di quel giorno, in cui fu ucciso a piazzale Loreto insieme al duce e agli altri gerarchi, il nipote trattiene nella memoria una scioccante fotografia vista su un libro di scuola.
A distanza di tanti anni, una volta diventato adulto, Lorenzo cerca di capire chi fosse veramente il nonno, Alessandro Pavolini, e quali fossero le ragioni che lo avevano spinto a cavalcare quella tigre così feroce e violenta quale era stata il fascismo. Per farlo dovrà confrontarsi con la storia scritta sui libri e con quella della sua famiglia.

E’ con grande coraggio e onestà intellettuale  che affronta una materia autobiografica così toccante e intima. è un romanzo di memorie e di dolore in cui la voce della storia e l’elegante narrazione dell’autore si fondono in modo appassionante e commovente.

La forza e il coraggio di una madre

la_madreAmbientato durante la , il romanzo La madre (Agra, pp. 190, € 12), dello scrittore e poeta romano Mauro Milesi è un romanzo della memoria, della memoria collettiva di questo nostro Paese.
La famiglia Aquilani che vive ad Ostia, sul litorale romano, si trova costretta, per un decreto tedesco, a trovare rifugio a Genova nella casa dell’anziana madre della protagonista, Parisa. Nonostante la fame, le persecuzioni, le bombe, le perdite umane, mamma Parisa e i suoi sette figli troveranno il coraggio e la forza per affrontare e superare nella vita quotidiana le conseguenze della guerra. Una drammatica esperienza che servirà a prendere lentamente coscienza della necessità di costruire un altro Paese, anche combattendo. Coscienza che porterà il figlio 15enne a scegliere la lotta partigiana.

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L’Italia del ventennio fascista, con le sue lotte e le sue faide, fa da sfondo a questo racconto di paese:la costituzione e dissoluzione di una banda musicale. ci porta nuovamente nelle sue montagne in riva al lago per raccontarci come eliminate le vestigia del vecchio stato liberale il divenne l’unica realtà politica del nostro Paese, dando il via ad un rinnovamento sociale e culturale. La forza di quest’opera sta proprio nel contrasto fra la Storia nazionale, fondata su un mito di trasformazione e che aveva una larga base di consenso (per quanto se ne dica a guerra finita) e le vicende dei personaggi, immersi in una provincia racchiusa tra Menaggio e Bellano, dove essi trascorrono le loro vite e proiettano le loro aspirazioni, i loro sogni. Il paragone con il manzoniano “I promessi sposi” è inevitabile. La Lucia che dichiara che le avventure avrebbe anche fatto a meno di viverle, preferendo la tranquillità della quotidanità qui è Onorato Geminazzi, ragioniere, suonatore di cornetta e direttore della banda, che diventa allergico alla musica. Le sue non sono grandi catastrofi ma intrighi, invidie, rivalità, piccoli vizi e ancor più pericolose virtù. E via con tutta una carellata di personaggi caratteristici e caratterizzanti: l’alcolizzato Evelindo Nasazzi,virtuoso del bombardino; il manesco dispotismo di Noemi, la sua seconda moglie; i giochi di potere del podestà Parpaiola e del giovane segretario della sezione del partito, Bongioanni; il buon senso del Pianìn, guardia municipale e suonatore di trombone; il seno leggendario di Armellina Banchieri. Lo sviluppo della storia non è la trama bensi la coralità delle molte voci, l’attorcigliarsi dei rapporti, lo scontro di una vita con un’altra, insomma la quotidianità mai banale di un piccolo paese di provincia. Anche la scrittura segue questo ritmo spezzato con capitoli molto brevi( per lo più una pagina e mezza, anche  se il conteggio finale arriva quasi a duecento. Con noi tutti presi a domandarci se Evelindo riuscirà ad aggirare la vigilanza di Noemi e a tornare a ubriacarsi con gli amici?  e Bongioanni a ottenere libero accesso all’“immenso balcone” di Armellina? Non è alta letteratura certo, ma un libro piacevole da gustare sotto l’ombrellone al posto del solito romanzo giallo americano.

La storia avvicente

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Arricchito da un’introduzione scritta dall’autore appositamente per l’ultima edizione, vi parlo oggi di un clamoroso successo editoriale, un libro che ha scatenato polemiche, dibattiti e riflessioni su un tema ancora oggi scottante: la resa imposta ai fascisti dopo il 1945.

Con un’onesta narrativa disarmante, offre al lettore pagine emozionanti e narra dell’altra faccia della guerra civile che ha diviso il nostro paese, ricostruisce decine di eccidi e centinaia di omicidi, compiuti per punizione, per vendetta, per odio.

“Il sangue dei vinti”, G. , Sperling Paperback