Piccolo Lutring

L’italia degli anni ‘50, dell’emigrazione dal Sud al Nord, dei quartieri popolari delle grandi città che si riempiono di “terroni”. Questo lo sfondo del romanzo Il piccolo Lutring (Neri Pozza, pp. 272, € 16,50) di Luciana Lanzarotti, genovese, attrice teatrale, autrice e conduttrice di programmi radiofonici e televisivi RAI. Una storia cruda e amara, ispirata a una vicenda realmente accaduta e che riempì le pagine di cronaca dell’epoca. Una povera famiglia meridionale arriva a Genova in cerca di lavoro. Ci sono anche due bambini, Giovanni e Totò. La vita non è quella che i due bambini nei loro sogni si aspettano. Vanno ad abitare in un appartamento fatiscente, in un palazzo dove “il sole si ferma sui tetti”. Giovanni cresce in fretta, la vita da “terrone” lo indurisce subito. Accusato di furto, decide sul serio di fare una rapina. Dalla prima alle sessanta che seguiranno il passo è breve. Comincia una parabola che lo farà diventare “il piccolo Lutring”, il bandito col Cristo tatuato sul petto, il matto del manicomio criminale.