Firenze: dal rotolo al codice in mostra

Chi per caso passasse a Firenze e amasse i libri antichi rimarrà piacevolmente sorpreso dalla mostra ospitata nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze dal titolo la forma del libro: dal rotolo al codice (secc. III a.C.-XIX d.C.). L’esposizione, inaugurata il 15 febbraio scorso e aperta ancora fino al 31 luglio 2009, illustra i materiali e le forme dei supporti della scrittura e del libro in particolare presenti in Occidente e in Oriente nel periodo compreso tra i secoli III a.C. e XIX. Tra i curatori  Maurizio Fallace, Direttore Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore (MiBAC) e  Armida Batori, Direttrice dell’Istituto Centrale di Patologia del Libro (MiBAC). I 40 preziosi manufatti presenti sono divisi in due sezioni: la prima si occupa del mondo antico con una raccolta dei supporti esistenti -dai cocci (ostraca) ai frammenti dei rotoli di papiro di contenuto letterario, giuridico, liturgico, amministrativo, alle tavolette lignee cerate e plumbee, ai codici di papiro e di pergamena fino al frammento di un codice in pergamena del IV sec. d.C. -, mentre la seconda parte raccoglie codici e rotoli, databili dal secolo IX in poi, scelti in quanto rappresentativi dei diversi contesti di produzione in Oriente e in Occidente (lo scriptorium monastico, lo scriptorium imperiale, la bottega artigiana laica medievale e rinascimentale), delle diverse tipologie (il libro ‘da banco’, ‘da bisaccia’ e ‘da mano’, il manoscritto d’autore, d’uso e di lusso) e della dinamica che si instaura fra forma, dimensioni e funzioni nel libro manoscritto. Ecco i pezzi più preziosi (sempre visibili comunque nella biblioteca, previo appuntamento): l’ostracon sul quale uno scolaro del II sec. a.C. copiò i versi di un’ode di Saffo, la Bibbia gigante di Santa Maria del Fiore (sec. XIII inizio), la piccola Bibbia (sec. XIII) che si associa al viaggio di Marco Polo in Cina; un capostipite dei ‘Dante del Cento’, la copia della Divina Commedia in cento esemplari prodotta da Francesco di ser Nardo da Barberino (sec. XIII prima metà) per far fronte alle spese per maritare le proprie figlie, nonchè una raccolta miscellanea autografa di Giovanni Boccaccio; il rotolo giapponese del sec. XIX di contenuto erotico-grottesco.