Dalla Bassa Padana a Cuba e ritorno

le cere di baracoa
Davide Barilli, scrittore e cronista di giudiziaria per la Gazzetta di Parma, in Le cere di Baracoa (Mursia, pp. 240, € 17) racconta come romanzo della memoria una vicenda realmente accaduta e di cui ha seguito le vicende giudiziare.
Nel 1944 durante una rappresaglia in Bassa Padana, scoppia un incendio in una cereria e muoiono due ragazzi: i fratelli Gabbi. Per 60 anni Celso, il fratello maggiore emigrato a Panama e a Cuba, cova la vendetta che, al suo ritorno in Italia, sfocia in un omicidio.
Un giovane, l’io narrante, colpito dalla vicenda di Celso si reca in Centro America, nei luoghi dove l’uomo ha vissuto, alla ricerca delle ragioni lo hanno portato, dopo tanti anni, a ritornare per consumare la sua vendetta. In una Cuba lontana dagli stereotipi turistici, incontrerà personaggi particolari come il campione di scacchi cubano Capablanca, oppure la cantante lirica russa scappata dalla rivoluzione leninista e ritrovatasi in quella fidelista, in un groviglio di misteri e passioni.

La neve all’ Avana

Havana vieja<

Sorprendente e commuovente la storia autobiografica ed opera prima, senza note, di Carlos Eire, costretto a lasciare la sua patria, Cuba, nel 1962 assieme ad altri 14.000 bambini mandati in esilio da soli durante l’operazione “Peter Pan”.

Le pagine di “Aspettando la neve all’avana” sono intrise di grande storia, vissuta attraverso gli occhi di un bambino.
Carlos aveva otto anni quando il mondo cambiò.

Con il realismo magico che ricorda Màrquez, questo libro tocca corde profondissime e riesce a catturare il lettore.

Cade soffice come la neve, ma porta calore.