Gli italiani spendono 4miliardi euro al mese per la cultura

Nonostante la crisi, un italiano spende in cultura circa 94 euro al mese. Questo è quanto emerge da un indagine, ‘I cittadini e la cultura’, realizzata dalla Camera di commercio di Monza e Brianza, attraverso DigiCamere, su 600 capifamiglia nei Comuni di Milano, Roma, Napoli e Monza. Complessivamente  quindi gli italiani spendono in cultura quasi 4 miliardi di euro al mese, distribuiti tra libri, cinema, arte, viaggi, corsi culturali e musica. I milanesi sono i più bene disposti, tanto da arrivare a destinare 100 euro al mese alla propria ‘spesa culturale’. il 75% di milanesi, romani, napoletani e monzesi è soddisfatto dell’offerta culturale della propria città: circa la metà la ritiene adeguata e il 25,9% elevata. Circa il 28% pensa che la propria città dal punto di vista culturale sia alla pari o superiore a città europee come Parigi, Londra, Berlino e Barcellona. Tra le attività preferite ci sono la lettura e il cinema
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Pelham 123, dalle pagine scritte al grande cinema

Uscirà a breve sul grande schermo con protagonista Denzel Washigton la versione cinematografica di “Pelham 123. Ostaggi in metropolitana”, romanzo di John Godey edito da Rizzoli. Si tratta di un libro ad alta tensione.Al Centro comandi della Grand Central Station di New York, tutti gli occhi sono puntati sul tabellone: un treno locale, il Pelham 123, è fermo in galleria tra la Ventottesima e la Ventitreesima, senza alcun motivo valido, almeno n apparenza. Finché, via radio, arriva un’agghiacciante comunicazione: quattro uomini armati di mitra hanno sequestrato il convoglio e tengono in ostaggio i passeggeri della carrozza numero uno. Per liberarli vogliono un milione di dollari entroun’ora. Altrimenti i criminali uccideranno i diciassette ostaggi uno dopo l’altro, uno ogni minuto. Comincia il conto alla rovescia.Mentre l’NYPD cerca disperatamente di preparare un piano d’attacco per fare irruzione sotto terra, il sindaco, deciso a salvare gli ostaggi e soprattutto la sua candidatura alle prossime elezioni, è disposto anche a trattare. Sarà il tenente Garber a prendere in mano la situazione: conosce a menadito il sistema metropolitano di Manhattan. Ma neanche Garber può rispondere ad un quesito fondamentale: anche se i quattro otterranno il riscatto, come pensano di scappare da quella labirintica trappola sotterranea della metropolitana di New York? Scritto nel 1972 e divenuto un classico del thriller d’azione, torna in ristampa in libreria sulla spinta dell’imminente uscita della riduzione cinematografica. Una dose di alta tensione da godersi tutto d’un fiato.

Il Neorealismo di Antonio Medici

Neorealismo
Del Neorealismo italiano, momento straordinario nella storia del cinema, si è scritto molto. A un fenomeno così complesso e indagato, il ilbro Neorealismo (Dino Audino, pp. 128, € 16,00) del saggista e critico cinematografico Antonio Medici si accosta con un’angolazione originale. Al saggio tradizionale si sostituisce un metodo induttivo che parte dal commento di una scena o una sequenza riprodotta fotograficamente, per estrarre il senso di quegli elementi che hanno creato la specificità e la grandezza del Neorealismo.

Roma, omaggio al Noir

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Per chi è appassionato di letture e film con sullo sfondo investigazioni poliziesche e omicidi, dal 26 giugno al 5 luglio arriva a Roma il Trastevere Noir Festival.
Presso il Museo di Roma in Trastevere e il Complesso del San Michele, sarà possibile incontare gli autori del genere come Andrea Camilleri (26 giugno), Giancarlo De Cataldo (28 giugno), Loriano Macchiavelli (3 luglio) ed altri o partecipare ad una interessante rassegna cinematografica.

www.trasteverenoirfestival.it

Uomini che odiano le donne

E’ al cinema uno dei bestseller più veduti degli ultimi anni. Uomini che odiano le donne, dello svedese Stieg Larsson, autore divenuto notissimo grazie sopratutto al passaparola per i lettori. Ecco la trama: sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, ogni anno l’invio di un dono anonimo riapre la ferita sempre aperta di un enigma mai risolto. Ormai molto vecchio, Henrik Vanger decide di tentare per l’ultima volta di fare luce sul mistero e incarica Mikael Blomkvist: quarantenne di gran fascino e giornalista di successo che guida la rivista “Millennium”, specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione e gli affari loschi del mondo imprenditoriale. Sulle coste del Mar Baltico, con l’aiuto di Lisbeth Salander, giovane e abilissima hacker, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger. E più scava, più le scoperte sono spaventose. Un thriller che emoziona e contemporaneamente contiene un messaggio sul nostro tempo: una storia molto umana e tragicamente moderna.

Come Dio comanda

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Il romanzo di Ammaniti racconta la storia di Rino e Cristiano Zena, padre e figlio, che, dopo la fuga della madre, vivono da soli in una baracca della provincia pugliese.
Attorno a questa insolita famiglia ruota un assistente sociale e due amici, anch’essi, per motivo diverso, dei border line: Quattro formaggi e Danilo.
Il romanzo fotografa fedelmente la vita delle desolanti periferie del nostro Paese, l’indigenza sempre più dilagante, le contraddizioni e le trasformazioni di esistenze aggrappate a un filo.
Nelle sale cinematografiche è approdato da poco il film omonimo, per la regia di Gabriele Salvatores.

Da leggere, prima di tutto.
Ammaniti non delude, permane la sua strabiliante capacità di ritrattatista credibile e pungente di tipi umani, che restano impressi come veri e propri conoscenti.