Micheal Jackson, la biografia

25 giugno 2009: muore improvvisamente Michael Jackson, ma il suo mito è destinato a durare ancora a lungo. La leggenda comincia nel 1982, con il trionfo di Thriller. Sulle scene fin da quando era bambino, Jacko è diventato una vera e propria icona, “the King of Pop”, ca­pace di polverizzare qualsiasi record di vendite, un ballerino dallo stile unico, il primo divo planetario dell’era del videoclip. Ma chi era veramente Michael Jackson? Un uomo che ha attraversato quasi quarant’anni di carriera sotto i riflettori dei media, noto in tutto il mondo, coinvolto in più di un processo per pedofilia ed infine un enigma, una personalità contraddittoria e indeci­frabile. Affamato di notorietà e ossessionato dalla pri­vacy, attento conoscitore della macchina dello show business che spesso è rimasto incastrato in quegli stessi ingranaggi. Bambino prodigio e adulto con un privato controverso, divo adorato in tutto il mondo ma fatto a pezzi dai media. Come è stato possibile che la sua favola sia diventata questa saga così triste e grottesca?

Stalin, boom di libri sul dittatore in Russia

Stalin di moda nella Russia postsovietica: se ne sente parlare in in tv, in teatro, nei libri, nelle mostre e persino nei videogame. Il suo nome garantisce un successo di pubblico e di vendite, sottolinea il quotidiano Novi Izvestia, che parla di un vero e proprio «rinascimento staliniano». La figura del dittatore viene studiata non più solo sotto il profilo politico,  ma anche sul piano umano e sessuale. La casa editrice Exmò gli ha dedicato una collana intitolata Il Rinascimento staliniano, con titoli sarcastici come Stalin di fronte al tribunale dei pigmei, Beria il miglior manager del XX secolo, Le rappresaglie di Stalin: la grande menzogna del XX secolo. Tutti venduti con grande successo.  «L’uomo d’acciaio» ha mostrato la sua forza anche nei videogame: ha fatto furore Stalin contro i marziani, dove il leader sovietico deve fronteggiare contemporaneamente l’invasione hitleriana e quella degli extraterrestri, destinati al Gulag. Come si spiega tale popolarità quest’anno? Secondo il giornale sovietico ha giocato un ruolo chiave il sondaggio on line e in tv Il nome della Russia, che ha decretato Stalin al terzo posto. Tutto questo successo, secondo gli studiosi, è dovuto alla naturale e secolare inclinazione dei russi ad essere governati da un uomo forte.