Il dolore nei racconti dei bambini africani

Il continente africano ha mille facce. Ha quella dei suoi incantevoli paesaggi e quella drammatica segnata dalla povertà e sfigurata dalla guerra.
Dì che sei una di loro (Mondadori, pp. 353, € 18) è una raccolta di cinque storie, scritte da Uwem Akpan, sacerdote gesuita nigeriano, che raccontano la brutale realtà dell’Africa di oggi attraverso gli occhi dei testimoni più fragili, i bambini. Ogni storia è un pugno allo stomaco, una lacerazione del cuore.
Nella prima storia una ragazza dodicenne, mantiene la sua poverissima famiglia, facendo la prostituta. Ma allo stesso tempo si preoccupa che il fratello più piccolo possa andare a scuola.
Nel secondo racconto una coppia di fratellini affidati dai genitori malati a uno zio scoprono a poco a poco che stanno per essere venduti come schiavi.
La profonda amicizia fra due bambine etiopi narrata nel terzo racconto viene spezzata quando i rispettivi genitori si fanno coinvolgere dall’ostilità crescente tra cristiani e musulmani.
Nella quarta storia un ragazzino nigeriano cerca di trovare rifugio dalla guerra civile andando da parenti in un altra zona del paese. Sul pullman che prende si imbatte nello stesso odio religioso da cui vorrebbe fuggire.
L’ultimo racconto descrive infine la cieca violenza fra tutsi e hutu ruandesi, vista attraverso gli occhi di due fratellini che hanno genitori di entrambe le etnie.
