Polvere di Luna, tutto sulle imprese spaziali
Quarant’anni fa per la prima volta un essere umano mise piede sulla Luna, creando l’illusione che ben presto sarebbe cominciata l’avventura strordinaria dell’umanità alla conquista dello spazio.Invece, dopo le mitiche missioni Apollo, di cui 4 toccarono il suolo lunare, mai piu’ un essere umano fu mandato a calpestarne la superficie. Di quei dodici coraggiosi astronauti che, tra il 1969 ed il 1972, scesero sul suolo lunare solo nove sono ancora in vita. E in un futuro non lontano non ne rimarra’ nessuno. Questa la riflessione del giornalista Andrew Smith che, un giorno del 1999 mentre si trova a casa dell’ex astronauta Charlie Duke per conto del Sunday Times, venne interrotto da una telefonata che annunciava la morte di uno dei dodici moonwalkers, Pete Conrad. Questo spinse il giornalista a raccogliere le testimonianze dei superstiti in un libro, “Polvere di luna”, pubblicato in Italia da Cairoeditore. Secondo le tesi “negazioniste” di chi non ha voluto credere alla realta’ delle missioni Apollo, l’atteggiamento troppo riservato degli astronauti e’ stato negli anni attribuito al fatto che essi abbiano temuto un confronto troppo ravvicinato con il pubblico, “che ne potesse facilmente evidenziare lo stress psicologico, maturato dall’essere stati protagonisti di una beffa colossale”. Ma occorre ricordare che essi non erano semplici soldati, ma i migliori piloti collaudatori della loro generazione, e provenivano da un ambiente dove la discrezione aveva un valore inestimabile. Il dibattito rimane aperto. Secondo i piu’ estremisti l’allestimento della presunta messinscena del progetto Apollo fu affidato al regista Stanley Kubrick: la diretta da qualche studio Tv (come suggeriva il film “Capricorn One”) avrebbe consentito alla Nasa di rispettare tempi e costi preventivati dal presidente Kennedy che aveva fissato per la fine degli anni Sessanta il traguardo della corsa spaziale.
