In Ticino, le voci de fiume (Excelsior 1881, pp.272, € 24,50) l’attore-scrittore Giuseppe Cederna racconta il viaggio lungo il Ticino, tra specchi d’acqua, mulattiere e vecchie dogane. La storia del fiume, sorvolato dagli aironi e solcato dalle vecchie barche che portavano i ciottoli fino alla città di Milano, attraverso le avventure deI cercatore di pipite, Rinaldo chiamato Giacomone. Il libro è corredato dalle belle fotografie di Carlo Cerchioli.
Dal 24 al 27 settembre prossimo la Capitale ospita la seconda edizione del Festival della Letteratura di viaggio, rassegna che celebra il viaggio come strumento per la scoperta e la comprensione delle culture e dell’altrove.
Nel libro La grande Onda (Longanesi, pp. 243, € 18,60), il navigatore Vittorio (Ugo) Malingri racconta la traversata da record in solitario nell’aprile 2008, da Dakar in Senegal a Guadalupa nelle Piccole Antille a bordo di Royal Oak, un catamarano sportivo in carbonio di appena sei metri senza coperta.
Dalla presentazione dello stesso autore: “In questo libro racconto dell’avventura del record Atlantico dello scorso anno e di tante altre avventure che, nel corso degli anni, ho avuto il privilegio di vivere in mare. (…) un buon libro, specialmente per chi ha la passione per la vela, l’avventura e i grandi viaggi.
L’intento è quello di fare una fotografia del mio mondo, della vita di uno, che come me, ha dedicato tanto tempo e passione ad inseguire i sogni di navigazioni sempre diverse e più impegnative.
Spero che (…) permetta di farvi un idea più precisa di quello che è oggi la vela oceanica, di riscoprire i valori che spesso abbiamo perso nella nostra società ma che sono sempre uguali e presenti per chi vive immerso nella natura e alla ricerca di una dimensione di vita più umana e semplice”.
Davide Barilli, scrittore e cronista di giudiziaria per la Gazzetta di Parma, in Le cere di Baracoa (Mursia, pp. 240, € 17) racconta come romanzo della memoria una vicenda realmente accaduta e di cui ha seguito le vicende giudiziare.
Nel 1944 durante una rappresaglia in Bassa Padana, scoppia un incendio in una cereria e muoiono due ragazzi: i fratelli Gabbi. Per 60 anni Celso, il fratello maggiore emigrato a Panama e a Cuba, cova la vendetta che, al suo ritorno in Italia, sfocia in un omicidio.
Un giovane, l’io narrante, colpito dalla vicenda di Celso si reca in Centro America, nei luoghi dove l’uomo ha vissuto, alla ricerca delle ragioni lo hanno portato, dopo tanti anni, a ritornare per consumare la sua vendetta. In una Cuba lontana dagli stereotipi turistici, incontrerà personaggi particolari come il campione di scacchi cubano Capablanca, oppure la cantante lirica russa scappata dalla rivoluzione leninista e ritrovatasi in quella fidelista, in un groviglio di misteri e passioni.
Mentre siete sdraiati sotto l’ombrellone, divertitevi con Cinquanta vacanze orrende (Einaudi, pp. 160, € 11,50) curato da Dan Kieran.
Cinquanta fra le peggiori esperienze che possono capitare in vacanze. Rotture del nucleo famigliare; cibi immangiabili e orribili malattie esotiche; crociere sconvolte da uragani e scottature solari terrificanti; inapproppriati viaggi d’affari.
Il volume fa anche un passo indietro nel tempo per dare un’occhiate alle infernali vacanze del passato, per poi esaminare la cultura delle vacanze del XXI secolo, con una serie di informazioni su temi piú seri, quali: il numero di morti “da vacanza” che accadono ogni anno, il numero e il tipo di reclami ricevuti ogni anno da operatori diversi, i profitti realizzati ed i prezzi pagati per queste vacanze da incubo.
Scritto con passione e rigore scientifico da Dino Dibona, la Guida alle dieci gite più belle delle Dolomiti (Newton Compton, pp. 384, € 18) ci insegna che la vera montagna va vissuta nell’esaltante scoperta e godimento degli innumerevoli doni che offre, non percorrendo i sentieri con distratta noncuranza, ma fermandosi ad osservare un fiore mai visto prima, una farfalla, un albero plurisecolare che ha attraversato il tempo di numerose generazioni umane. E ci invita a girare tra valli e monti considerando la natura come protagonista assoluta, dove l’uomo è solo un ospite discreto con l’intento di godere dell’inesauribile fascino che offre un ambiente che cambia ad ogni passo, compiacendosi delle esaltanti bellezze delle seducenti ed esuberanti montagne dalle pareti bianco-rosate.
In L’Italia in seconda classe (Feltrinelli, pp.141, € 12), il bravo editorialista de La Repubblica, Paolo Rumiz, ci porta alla scoperta della Penisola sui binari ferroviari meno conosciuti, linee bizzarre, stazioni fantasma. Un viaggio di 7.480 km dalla Sardegna al Nordest, da Arbatax a Gorizia, passsando per la Sicilia, la Calabria, la Campania, l’Abruzzo, la Toscana, l’Emilia e il Friuli. attraversando terre che odorano di mirto, limoni, fichi d’India. Un “viaggio hard, fatto di scambi, pulegge, turbo-compressori e carbone“.
Se siete già in vacanza in Sardegna o state per andarci, vi consiglio di leggere la guida della Newton Compton, 101 cose da fare in Sardegna almeno una volta nella vita (pp. 288, € 13,90), scritta da Gianmichele Lisai, sardo doc.
La guida che fa parte di quella serie che la casa editrice sta dedicando a città e regioni italiane (Roma, Milano, Napoli, Romagna, Puglia) è ricca di curiosità culturali, sociali, ambientali ed enogastronomiche.
Accompagnando la narrazione con fotografie, documenti e citazioni letterarie, la scrittrice e giornalista Barbara Fabiani in Fare l’amore a Roma. Passeggiate nella storia sociale della città eterna (Infinito edizioni, pp. 292, € 17,00) racconta la vita di diversi personaggi, uomini e donne, e dei luoghi, vie e piazze, chiese e monumenti, ad essi legati. Tra curiosità intriganti e verità storiche, prostitute, chierici mondani, artisti e poveracci, scorre davanti agli occhi del lettore una città che è sempre stata allo stesso tempo vivace e spregiudicata, indolente e godereccia.
Il viaggio ispirato ai principi del turismo responsabile è semplicemente un viaggio diverso dagli altri, compiuto nel rispetto di principi etici e di regole, ma deve essere una esperienza piacevole, gioiosa, divertente, che lascia un ricordo positivo e appagante. E, soprattutto, è un viaggio che consente un rapporto non superficiale ed effimero con la gente del posto (dalla prefazione di Maurizio Davolio).
Lo scrittore Roberto Dati nel libro-diario Il viaggiatore responsabile (Infinito Edizioni, pp. 208, € 14,00) ci conduce nel mondo del turismo responsabile attraverso tre continenti Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina. Di ogni esperienza vissuta vengono presentati i lati belli e quelli meno piacevoli, ma tutto all’insegna del rispetto per i luoghi visitati e le persone incontrate.