Dai cafoni del grano ai cafoni dei pomodori…

Ci fu un tempo nel quale la lunga e assolata terra di Puglia ebbe la sua civiltà contadina, con i suoi manufatti, i suoi insediamenti, le sue lotte bracciantili.
Carmelo Formica nel saggio di geografia umana ed economica Frammenti di Puglia siticulosa (Guida, pp. 208, € 13), ricostruisce la storia del latifondo cerealicolo, la storia dell’ulivo e della vite, del fico e del mandorlo. E la storia degli uomini e degli animali che con quelle storie hanno intrecciato le loro. L’autore ripercorre le fasi che hanno portato alla formazione e alla successiva trasformazione del latifondo, dalla vita grama nei “dormitori contadini”, all’economia delle masserie, dall’impiego di decine di uomini e donne per la mietitura, all’arrivo della mietitrebbiatrice e delle nuove culture. Quella civiltà contadina è scomparsa. Il grano non si miete più a mano. Eppure nuovi braccianti, oggi come allora, continuano a piegare le loro schiene sotto la canicola. Raccolgono pomodori e agrumi. Sono stranieri, africani, bulgari, romeni. Per pochi euro al giorno, come i cafoni di ieri…


