Letteratura, poesia e teatro del Brasile rappresentano, per numero di opere pubblicate, metà della produzione letteraria di tutta l’America latina.
A chi voglia avvicinarsi alla moderna produzione letteraria consigliamo la lettura del volume Il Brasile per le strade (Azimut, pp.158, € 11). Una raccolta curata da Silvia Marianecci e che presenta 19 racconti di autori brasiliani, alcuni noti, altri un po’ meno.
Si tratta di racconti ambientati nella calda, luminosa e lussureggiante natura brasiliana oppure nelle sue moderne e multietniche città e che hanno per denominatore comune una condizione umana fatta di sofferenza, drammi, solitudine.
Un libro che si legge tutto di un fiato e che per le suggestioni che provoca ha sul lettore un forte effetto estraniante.
Per gli amanti della musica popolare, del Salento e del Sud, segnaliamo un appuntamento da non perdere. Questa sera a Roma, presso la libreria Feltrinelli di Galleria Colonna, alle ore 18.00 la cantautrice Teresa De Sio presenterà il suo primo romanzo, Metti il diavolo a ballare (Einaudi, pp. 198, € 16). Una storia ambientata proprio nella mitica terra del “morso del ragno”. Un modo nuovo di approcciarsi ad un antico tema, già frutto alla fine degli anni ’50 di uno stupendo lavoro di ricerca demologica fatto da Ernesto De Martino e condensatosi nell’indimenticato libro “La terra del rimorso”.
Info su www.teresadesio.com
Il primo amore non si scorda mai. E’ proprio vero. Dopo la trilogia “Aléxandros” e tanti altri bestseller, l’archeologo, divulgatore e scrittore Valerio Massimo Manfredi ritorna ancora sul mito del condottiero macedone con il nuovo romanzo La tomba di Alessandro. L’enigma (Mondadori, pp. 190, € 19).
Attraverso una ormai collaudata e coinvolgente narrazione, Manfredi conduce il lettore attraverso le leggende sorte, già all’indomani della morte, intorno al sepolcro di Alessandro il Grande. Un viaggio alla ricerca di risposte sul perché con l’affermarsi del cristianesimo il sepolcro di Alessandro, eretto nella città egizia che portava il suo nome e oggetto di venerazione e visite continue per sette lunghi secoli, in pochi anni cadde nell’oblio. E ancora, perchè a partire dalla campagna napoleonica in Egitto, archeologi, avventurieri e cacciatori di tesori si sono cimentati nell’impresa di ritrovare il corpo del grande macedone. Davvero un viaggio affascinante, nel tempo, nel mito e nel mistero. Ancora una volta Manfredi non delude.
Ricordate Leonardo da Vinci nel film Ricomincio da tre con la stupenda coppia Benigni-Troisi?
Veniva rappresentato come un simpatico vecchietto duro di comprendonio, un’immagine ben lontana da quella di genio che tutti noi abbiamo del grande maestro.
A offrirci un Leonardo diverso, addirittura detective ante-litteram, prova anche Diane A.S. Stuckart, giornalista americana appassionata di storia rinascimentale, con l’intrigante suo primo romanzo La mossa dell’alfiere (Nord, pp. 360, € 18,60). Un giallo storico ambientato nel 1483 alla corte milanese di Ludovico Sforza, detto il Moro.
Il duca e il suo ospite Monsieur Villasse, ambasciatore di Francia, interessanti entrambi a un dipinto di Leonardo da Vinci, da poco nominato ingegnere di corte, decidono di giocarsi l’opera con una partita di scacchi viventi. Durante una pausa del gioco, l’alfiere bianco, impersonato dal conte di Ferrara, viene trovato morto nel cortile del castello. Il Moro, temendo una congiura ai suoi danni, incarica lo stesso Leonardo di occuparsi delle indagini. Il maestro e il suo giovane apprendista Dino (in realtà una fanciulla, Delfina) cominciano a raccogliere gli indizi. Sullo sfondo un segreto che deve essere assolutamente tenuto nascosto.
La scrittrice Silvia Di Natale, genovese di nascita e tedesca d’adozione, dopo il profondo romanzo Vicolo verde (2008), ha da poco pubblicato un piacevole romanzo storico, La ragazza di Ratisbona (Piemme, pp. 512, € 20).
Ambientato nella metà del 1500, con sullo sfondo l’imminente conflitto tra cristiani e protestanti, il romanzo racconta la storia d’amore e di passione tra la diciottenne Barbara Blomberg, una umile ragazza del popolo, e l’imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo V.
Un amore clandestino dal quale nascerà il futuro eroe della battaglia di Lepanto del 1571, Don Juan de Austria, che vide fronteggiarsi in un epico scontro la flotta della Lega Santa e quella turca.
Pubblicato in italiano nel maggio 2008 in soli mille copie dalla piccola casa editrice Keller di Rovereto (TN), Il paese delle prugne verdi (pp. 256, € 16) si appresta a vivere una nuova giovinezza. Dopo che la sua autrice, Herta Müller è stata insignita del Premio Nobel per la letteratura 2009, lo stesso editore Roberto Keller ha dovuto stampare in fretta 25 mila nuove copie.
Il libro, che deve il suo titolo alla leggenda secondo la quale mangiando tante prugne verdi, si viene assaliti da una forte febbre che porta immediatamente alla morte, racconta in maniera straziante la vita in Romania ai tempi del dittatore Ceausescu. Un paese messo in ginocchio dal suo dittatore, con città degradate e le persone affamate e sotto il controllo della polizia segreta.
Da diverso tempo nella Rete gira l’allarme per una data particolare: il 21 dicembre 2012. In quel giorno, solstizio d’inverno, il pianeta Terra si troverà allineato con alcune specifiche costellazioni. Un allineamento astronomico che non accade da 26 mila anni. Secondo l’antichissimo calendario Maya questo allineamento del 2012 determinerà la distruzione di tutta l’umanità. Sarà vero?
Intanto il tema è affascinante e infatti l’editoria non se lo sta facendo scappare. Oltre a una miriade di pubblicazioni a contenuto esoterico, millenaristico e apocalittico (che mescolano Antico Egitto, Templari e Maya), anche il genere fantasy e visionario batte il tasto.
Newton Compton ad esempio ha pubblicato due romanzi, entrambi di scrittori americani: 2012 l’apocalisse di Whitley Strieber (pp. 336, € 12,90) e L’ultima profezia. 2012, il testamento Maya di Steve Alten (pp. 384 , € 14,90).
Di seguito vi proponiamo il booktrailer del romanzo di Alten.
Il continente africano ha mille facce. Ha quella dei suoi incantevoli paesaggi e quella drammatica segnata dalla povertà e sfigurata dalla guerra. Dì che sei una di loro (Mondadori, pp. 353, € 18) è una raccolta di cinque storie, scritte da Uwem Akpan, sacerdote gesuita nigeriano, che raccontano la brutale realtà dell’Africa di oggi attraverso gli occhi dei testimoni più fragili, i bambini. Ogni storia è un pugno allo stomaco, una lacerazione del cuore.
Nella prima storia una ragazza dodicenne, mantiene la sua poverissima famiglia, facendo la prostituta. Ma allo stesso tempo si preoccupa che il fratello più piccolo possa andare a scuola.
Nel secondo racconto una coppia di fratellini affidati dai genitori malati a uno zio scoprono a poco a poco che stanno per essere venduti come schiavi.
La profonda amicizia fra due bambine etiopi narrata nel terzo racconto viene spezzata quando i rispettivi genitori si fanno coinvolgere dall’ostilità crescente tra cristiani e musulmani.
Nella quarta storia un ragazzino nigeriano cerca di trovare rifugio dalla guerra civile andando da parenti in un altra zona del paese. Sul pullman che prende si imbatte nello stesso odio religioso da cui vorrebbe fuggire.
L’ultimo racconto descrive infine la cieca violenza fra tutsi e hutu ruandesi, vista attraverso gli occhi di due fratellini che hanno genitori di entrambe le etnie.
Il trono e la stirpe è l’ultimo romanzo della scrittrice Jacqueline Carey (Nord, pp. 441, € 19,60), autrice, sempre per la casa editrice Nord, di una bella trilogia di romanzi incentrata sulla spia Phèdre: “Il dardo e la rosa” (2005), La prescelta e l’erede (2006) e “La maschera e le tenebre” (2007).
La trama. Rapito quand’era solo un bambino, venduto come schiavo e costretto a sopportare terribili torture, il principe Imriel de la Courcel è stato tratto in salvo e adottato da Phèdre, abilissima spia e anguissette, cioè persona capace di mescolare la sofferenza e il piacere per natura e non per costrizione. Una volta tornato a corte, però, Imriel non può dirsi al sicuro: benché sia il terzo in linea di successione al trono di Terre d’Ange, sono molti a volerlo morto. Temono infatti che il giovane abbia ereditato la stessa sete di potere della madre, la famigerata Mélisande Shahrizai, scomparsa senza lasciare traccia dopo aver cercato per ben due volte di usurpare il trono. Imriel però sa di non doversi difendere solo dagli intrighi di palazzo, ma anche da se stesso. Ormai adolescente, sente crescere in lui oscuri desideri, mentre il suo corpo risponde pericolosamente al dono di Phèdre…
Il Libro dell’Amore della giornalista e scrittrice americana Kathleen McGowan (Piemme, pp. 544, € 22) è il secondo volume di una trilogia, che arriva dopo “Il Vangelo di Maria Maddalena”. La giornalista Maureen Paschal, che ha svelato al mondo l’esistenza di un vangelo scritto dalla Maddalena in persona, prova del legame che la univa a Gesù, riceve un misterioso pacco contenente un antico testo in latino. Anche Bérenger Sinclair, nobile scozzese nonché compagno di Maureen ai tempi delle ricerche su Maria Maddalena, ha ricevuto un pacco simile. È l’inizio di una nuova avventura, che porterà Maureen e i suoi amici in Italia, sulle tracce di Matilde di Canossa e di un altro testo leggendario: il Libro dell’Amore, il sacro vangelo scritto da Gesù in persona. Seguendo una pista che si snoda tra Mantova, Roma e il sud della Francia, Maureen dovrà interpretare i segni lasciati per lei mille anni prima e ritrovare il Libro dell’Amore perché non cada nelle mani sbagliate e venga nascosto per sempre.