Economia

Profitti per le banche, danni per gli investitori

Luciano Gallino
Per capire più in profondità la crisi finanziaria mondiale esplosa l’anno scorso e tuttora in corso, è forse utile leggere l’accurata analisi che il sociologlo Luciano Gallino traccia nel saggio Con i soldi degli altri (Einaudi, pp. 196, € 17,00).
Con la consueta bravura e autorevolezza, l’autore spiega come una massa di risparmio equivalente al Pil mondiale viene gestita, a loro esclusiva discrezione, da enti finanziari quali fondi pensione, fondi di investimento, assicurazioni e vari tipi di fondi speculativi. La maggior parte è controllata da grandi banche. Il loro mestiere consiste nell’investire quotidianamente soldi degli altri, avendo come unico criterio guida la massimizzazione a breve termine del rendimento finanziario.
Nel tutelare gli interessi dei risparmiatori, questi enti finanziari sono in genere indifferenti alle conseguenze sociali degli investimenti che effettuano.
La recente e devastante crisi dimostra come siano necessarie nuove forme di regolazione dell’economia. Scive Gallino “se i loro capitali fossero investiti in infrastrutture, scuole, trasporti, ambiente, l’economia del mondo ne trarrebbe sicuro vantaggio. A tale scopo occorrerebbe anche ridare voce, nelle loro strategie di investimento, ai milioni di persone che a essi affidano i loro soldi”.

Dio non volta le spalle a Napoli

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Ci sono città che sono luoghi dell’animo.
Napoli rievoca immagini comuni a tutti noi, il Vesuvio ed il suo pino, gli scorci dei vicoli dove non arriva quasi mai il sole, il buon cibo ed il sorriso della gente.
Eppure, negli ultimi tempi al suo nome sono associate le immagini di cumuli di spazzatura, esempio di una mala gestione della Cosa Pubblica.
Un viaggio a Napoli e dintorni, nei giorni dell’emergenza rifiuti, è nelle pagine di Francesco Anfossi, giornalista di Famiglia Cristiana.

Una lunga, accurata ed accorata inchiesta che ricostruisce non solo la causa del malessere, ma anche la vita pulsante dei quartieri storici e delle nuove periferie degradate, come Scampia.

F. Anfossi, Dio non volta le spalle a Napoli, E. Paolini, 134 pag.