Hanno tutti ragione di Paolo Sorrentino
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Anni ‘80: il napoletano Tony Pagoda, in arte Tony P., è un cantante melodico di successo e di grande carisma, che sniffa avidamente la vita e il mondo. Cocainomane, donnaiolo, cialtrone, egoista, è un antieroe o se vogliamo un eroe tutto al negativo.
Quando le cose cominciano ad andargli storte, approfittando di una tournée in Brasile, decide di “sparire”. Qui, in uno stato di libertà ritrovata, vivrà per almeno 20 anni, ossessionato dagli scarafaggi e dall’umidità, finché un riccone non lo convincerà a buon prezzo a tornare in Italia per esibirsi. Il ritorno però scatenerà dubbi, insicurezze e riflessioni sul tempo passato, per lui e per la sua terra, ridotta ormai a smidollato paesello. Una serie di domande e di interrogativi sospesi tra l’ironia filosofica e lo sfrontato cinismo di chi non ha il falso pudore della verità.
Hanno tutti ragione, primo romanzo di Sorrentino, riprende un personaggio cui il regista aveva già dato vita nel film Un uomo in più, magistralmente interpretato da Tony Servillo. Per chi ha già apprezzato il film, sarà un piacere ritrovare Tony P. (allora Pisapia) e “ascoltarne” il graffiante lamento-monologo alla Philip Roth, da leggere tutto d’un fiato.