La Zolfa
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Dopo “La cortina di marzapane”, Heman Zed ci diletta con La Zolfa (Il Maestrale, pp. 224, € 15) un altro romanzo dalle tinte ironiche e dell’assurdo.
A San Pinerlo, paesino della provincia italiana, tutto gravita attorno alla Zolfa, un’ex fabbrica di fiammiferi adibita a residence. Popolato da squinternati inquilini, che fanno capo al cavalier Pistone, il piccolo mondo vivacchia fino all’arrivo del nuovo portinaio, ribattezzato Sulfo IV. Questi si integra nell’animosa comunità, barcamenandosi tra i quotidiani intrighi dei suoi abitanti. Quando la Zolfa rischia di scomparire, per essere trasformata in un centro commerciale, i bizzosi figuri fanno fronte comune: in un delirio d’onnipotenza irrefrenabile, il cavalier Pistone ordisce un colpo di stato e proclama la Repubblica Comunale di San Pinerlo. Lo scontro – col lievitare delle ambizioni secessionistiche, e trasmesso in diretta TV da Telebronco – coinvolge i più alti vertici istituzionali e religiosi italiani. E ciò che in breve si trasforma nell’assedio di San Pinerlo, diventa pasto per le “armi di distrazione di massa” mediatiche, gatta da pelare per la classe politica nazionale, e terreno da evangelizzare per il Vaticano. Tra cruente rappresaglie, sparizioni improvvise e machiavellici stratagemmi, la valorosa Zolfa respingerà gli attacchi del palazzo?