Irlandese al 57% ecco Roddy Doyle
Leggi tutti gli articoli di Antonietta Usardi
Una divertente parodia tutta irlandese di “Indovina chi viene a cena”, dove un padre di ampie vedute entra in crisi quando scopre che la figlia frequenta un ragazzo di colore e che l’ha invitato a cena. Lui è Jimmy Rabbitte, già protagonista dei “Commitments”, che ha messo su famiglia, ha qualche etto in più sulla pancia e non ha perso gli ideali giovanili. Decide così di fondare una nuova band, ma stavolta i membri saranno stranieri, possibilmente non bianchi. Un sequel corale, ritmato e multietnico, dove si alternano le vicende drammatiche e insieme esilaranti della nuova formazione: i Deportees. Ray, un ragazzo senza qualità, inventa un nuovo sistema audiovisivo per misurare l’effettiva “irlandesità” di una persona. Il suo programma serve a un ministro senza scrupoli per arginare l’afflusso di stranieri. Ma nessun irlandese doc supera il poco brillante punteggio del 57%, mentre un candidato del Ghana raggiunge ben il 97%. Questi sono alcuni dei racconti di Roddy Doyle, che mostrano un’Irlanda in rapido mutamento. Bisogna fare i conti con una geografia umana molto cambiata, che a tratti si scontra con la loro forte identità nazionale. Tra amore e curiosità, sfruttamento e incomprensione, amicizia o diffidenza si dipanano storie che, nella loro varietà, sono accomunate da un elemento: l’incontro con l’”altro” e con la diversità.