Profitti per le banche, danni per gli investitori
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Per capire più in profondità la crisi finanziaria mondiale esplosa l’anno scorso e tuttora in corso, è forse utile leggere l’accurata analisi che il sociologlo Luciano Gallino traccia nel saggio Con i soldi degli altri (Einaudi, pp. 196, € 17,00).
Con la consueta bravura e autorevolezza, l’autore spiega come una massa di risparmio equivalente al Pil mondiale viene gestita, a loro esclusiva discrezione, da enti finanziari quali fondi pensione, fondi di investimento, assicurazioni e vari tipi di fondi speculativi. La maggior parte è controllata da grandi banche. Il loro mestiere consiste nell’investire quotidianamente soldi degli altri, avendo come unico criterio guida la massimizzazione a breve termine del rendimento finanziario.
Nel tutelare gli interessi dei risparmiatori, questi enti finanziari sono in genere indifferenti alle conseguenze sociali degli investimenti che effettuano.
La recente e devastante crisi dimostra come siano necessarie nuove forme di regolazione dell’economia. Scive Gallino “se i loro capitali fossero investiti in infrastrutture, scuole, trasporti, ambiente, l’economia del mondo ne trarrebbe sicuro vantaggio. A tale scopo occorrerebbe anche ridare voce, nelle loro strategie di investimento, ai milioni di persone che a essi affidano i loro soldi”.
Maggio 19th, 2011 at 8:53 pm
Tornerl a leggerti, complimeti!