Eresia e delitto, recensioni e consigli
Leggi tutti gli articoli di Antonietta Usardi
Tempo d’estate, tempo di gialli sotto l’ombrellone, qualcuno buono, qualcuno decisamente meno. Come in questo caso.Viterbo, anno del Signore 1114. Protagonista un celebre giurista medievale fondatore della scuola giuridica bolognese, e il giovane monaco cistercense Bernardo di Clairvaux vengono convocati per scoprire chi ha affisso al portone della chiesa locale di San Giacomo un manifesto in cui si asseriscono la natura umana di Cristo e l’illegittimità del potere secolare del papa. Cosa e chi si cela sotto queste iscrizioni? Insomma, già in poche parole capiamo subito i riferimenti eccellenti(il nome della rosa, su tutti) e noti avvenimenti storici, come l’affissione delle tesi di Lutero sul portale della propria parroccchia.Chi si aspetta di leggere un bel giallo con risvolti interessanti sarà sorpreso: pieno di descrizioni, ma privo di ritmo e purtroppo si indovina la fine a metà libro..insomma fa un po’n tenente colombo, per capirci.
