L’ultima estate, premio campiello opera prima

Un romanzo diverso ed inconsueto che si è aggiudicato il premio campiello di quest’anno nella categoria opera prima. L’autrice è Cesarina Vighy ed è edito da Fazi. Il libro narra un’intera esistenza, che dall’infanzia e dalla giovinezza, per percorsi alterni, contorti, diversi approda a un “De senectute”, di ciceroniana memoria, intriso di dolorosa saggezza ed inquietante lucidità.Il tutto con la magia di un linguaggio asciutto che sa essere commosso e nello stesso tempo autoironico. La testimonianza di una donna che affida alla parola l’estrema resistenza contro la malattia e lo sfinimento che comporta la vita, con una penna nitida, feroce, mai retorica, attraversata da una vena di sarcasmo che non concede nulla alla pietà e alla commozione. La novità non sta solo nell’opera ma anche nell’età avanzata delle scrittrice, che esce con questa sua opera prima dopo aver compiuto venerandi e rispettabilissimi settant’anni, età in cui tocca fare i conti con il più evitato degli argomenti: la sofferenza.

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